«Adesso le mucche a Milano»

MILANO. Gli allevatori della Coldiretti porteranno le proprie mucche direttamente nella sede di Assolatte, l'associazione che rappresenta le industrie di trasformazione del latte, per farle sfamare dopo la rottura della trattativa per un prezzo giusto del latte alla stalla, necessario, secondo gli allevatori, per garantire una adeguata alimentazione degli animali.
E' questa la clamorosa iniziativa di mobilitazione della Coldiretti dopo la rottura delle trattative in Lombardia dove si produce il 40 per cento del latte italiano. L'assedio degli allevatori con le proprie mucche è fissato per oggi, 12 giugno a partire dalle ore 10.30 in via Adige n. 20 a Milano davanti alla sede di Assolatte.
Nel corso della manifestazione sarà anche distribuito gratuitamente latte fresco per chiedere ai cittadini sostegno all'iniziativa e scusarsi per gli inevitabili disagi provocati dall'avvio della nuova mobilitazione per il futuro delle stalle Made in Italy. Secondo la Coldiretti, la proposta inaccettabile formulata da Assolatte impedisce di coprire le maggiori spese per energia e mangimi sostenute dagli allevatori e mette a rischio il mantenimento e la sopravvivenza dell'allevamento italiano. I 42 centesimi al litro richiesti dagli allevatori rappresentano - sostiene la Coldiretti - il minimo vitale per evitare il rischio dell'estinzione del latte italiano il cui prezzo moltiplica di quasi quattro volte dalla stalla alla tavola (+281 per cento) prima di arrivare sul banco del negozio a 1,6 euro al litro. Nella insostenibile forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c'è sufficiente margine - sostiene la Coldiretti - per garantire una adeguata remunerazione agli allevatori e per non aggravare i bilanci delle famiglie. Nonostante i forti aumenti di costi per mangimi ed energia, gli allevatori italiani - conclude la Coldiretti - sono pronti a bloccare il prezzo di vendita del latte alla stalla ai livelli attuali per contenere con responsabilità la spirale inflattiva se un analogo impegno sarà assunto anche da industria e distribuzione.
«La delegazione industriale - riferisce una nota di Assolatte - ha offerto agli allevatori lombardi un aumento del 18% rispetto al 2007, garantendo per gennaio/dicembre 2008 un prezzo medio di 40,5 centesimi per litro, a cui si aggiungono i premi qualità (fino a 3 centesimi), e il premio comunitario di altri 3 centesimi. Per un prezzo finale percepito dagli allevatori di circa 50 centesimi inclusa Iva, incamerata dagli agricoltori. Non è possibile offrire di più pena la chiusura delle nostre aziende».