Tra il Pavia e Fogacci basta la parola


PAVIA. Manca solo la firma, ma quella è una semplice formalità: Alessandro Fogacci è uno dei giocatori dai quali il Pavia ripartirà per costruire la squadra della stagione 2008-2009. Il difensore è già in parola con la società e spiega che l'accordo è stato raggiunto senza problemi: «E' stata una chiacchierata tra amici e i soldi non c'entravano nulla». Ci teneva a restare in azzurro, Fogacci, e non ha esitazione a definire «decisivo» il fatto che sulla panchina sia rimasto Amedeo Mangone. E' contento della fiducia mostrata dal club. «Mi ha fatto piacere vedere che c'è stima nei miei confronti - dice il difensore - e non solo come giocatore ma anche come professionista».
Fogacci condivide la scelta della società di ripartire dalla conferma di parte della rosa: «L'anno scorso c'è stata una rivoluzione e nei primi tre mesi abbiamo pagato anche per questo. Poi nella seconda parte del torneo abbiamo fatto vedere anche cose buone e quindi mi pare giusto ripartire da quella base». Alcuni però sono in partenza: è il caso dei bomber Torri e Giaccherini, per esempio. «Sono di società importanti e se hanno una chance di disputare un campionato più prestigioso è giusto che se la giochino. Ma ho parlato con alcuni di quelli che andranno via e tutti sono rimasti molto contenti dell'esperienza a Pavia, del gruppo, della società, del mister. E credo che tornerebbero volentieri in azzurro».
Lui, invece, ha puntato sin dall'inizio sul Pavia: «Non ho voluto parlare con nessun altro prima. Avevo voglia di restare e anche di riscattare un campionato che comunque non mi ha entusiasmato, anche dal punto di vista personale». Ma visto che è uno degli elementi dai quali il Pavia è voluto ripartire, e considerato che Fogacci è anche un giocatore esperto, il ventottenne di Prato avrà una ulteriore responsabilità. Che però lo esalta ancora di più: «Francamente in una squadra preferisco essere importante, anche se questo comporta maggiori responsabilità, piuttosto che essere uno dei tanti». Quest'anno Fogacci si è fatto apprezzare per il grande attaccamento alla squadra, anche quando è rimasto fuori a lungo per un brutto infortunio alla caviglia: nonostante le stampelle ha seguito il Pavia anche nelle trasferte.
Decisiva, appunto, la permanenza di Mangone: «Il suo si è stato fondamentale, so come lavora e saremo certamente più organizzati». L'obiettivo per la stagione è chiaro: fare meglio dello scorso anno, quando l'avvio traumatico ha pesato come una zavorra. «Credo che per fare una buona C2 non siano necessari tanti soldi - dice Fogacci - guardiamo per esempio il Mezzocorona, sono arrivati a giocarsi la promozione ma non erano fenomeni. Mentre c'è chi spende tanto, vedi la Cremonese, e poi non riesce a salire in B. Penso che ripartire dalla rosa dell'anno precedente sia importante. Poi bisogna azzeccare gli acquisti giusti, in particolare qualche giovane bravo: loro ti fanno fare il salto di qualità».

Luca Simeone