La Cassazione: «Restino in libertà gli indagati di Rignano Flaminio»
ROMA.Le maestre dell'asilo di Rignano Flaminio, accusate di aver molestato un gruppo di bambini oltre un anno fa, e i loro presunti complici possono restare in libertà. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la scarcerazione dal pubblico ministero di Tivoli Marco Mansi. E' parere della Cassazione che non ci siano elementi giuridici tali da giustificare le custodie in carcere degli indagati perché il pm con il ricorso ha chiesto «alla Corte di Cassazione una nuova valutazione degli indizi di colpevolezza che il Tribunale ha ritenuto non gravi, con un esame completo, giuridicamente corretto e non manifestamente illogico. Tale nuova valutazione esula dai compiti di questa Corte di legittimità» hanno spiegato i magistrati del terzo grado. In pratica non cambia niente. La Cassazione si è solo tirata fuori dal caso dichiarandosi, come è ovvio, incompetente ad entrare nel merito. Resta valida la sentenza del tribunale del Riesame che fra il 15 e il 16 maggio scorsi scarcerò le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella Cristina Lunerti, il benzinaio cingalese Kelum De Silva e l'autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Pucci. La vicenda di Rignano arriva alla ribalta della cronaca la primavera scorsa, quando l'inchiesta va avanti da quasi anno. Tra il 9 e il 10 luglio 2006, infatti, i genitori di alcuni bambini iscritti all'asilo pubblico «Olga Rovere» denunciano ai carabinieri di Rignano Flaminio presunti abusi sessuali subiti dai loro figli. L'indagine si trascina per mesi, fino agli arresti all'inizio di maggio. Il 24 dello stesso mese il gip di Tivoli Elvira Tamburelli dispone un'udienza per incidente probatorio su 19 bambini ma solo due secondo i periti sono idonei a testimoniare. Comincia lo scontro fra avvocati e periti, che si è trascinato fino a ieri, dopo il pronunciamento della Cassazione. L'ultimo atto, in ordine di tempo, è la querela di Carlo Taormina, rappresentante della famiglia di uno dei bambini ammessa come parte lesa, contro Giosuè Naso, difensore di una delle maestre, che ha sottolineato l'inammissibilità del ricorso di Taormina riconosciuta dalla Suprema Corte. L'inchiesta continua lungo il solco e i tempi già tracciati dal gip Elvira Tamburelli: proprio oggi comincia l'esame di altri 8 ragazzini da parte degli esperti mentre è fissata per sabato la prima udienza sulle perizie depositate il 30 agosto, quelle trasmesse fra le polemiche dal Tg5 delle 20 del 18 luglio. Il comitato costituito a Rignano Flaminio in difesa delle maestre, intanto, si sta trasformando in una associazione istituita con rogito notarile. «Lo scopo dell'associazione - hanno spiegato i promotori - è quello di continuare a difendere le maestre, la scuola e l'intera comunità di Rignano dimostrando che gli abusi non sono mai avvenuti, almeno nell'asilo». A loro dire, qualora i bambini fossero davvero state vittime di abusi sessuali come sostengono le perizie psicologiche, «potrebbero averli subiti in altri luoghi. Non a caso - sottolineano - la maggior parte delle violenze a sfondo sessuale avviene in ambito familiare». A sostegno di questo, il comitato ha invitato i magistrati ad approfondire l'aspetto della semi-omonimia fra un'insegnante sotto accusa e la madre di un bimbo che avrebbe subito gli abusi.
(a.g.)