«Abusi gravissimi su altre 4 bambine»
ROMA. Una nuova consulenza su altre quattro bambine, due delle quali sorelle. Bambine che avrebbero subito «abusi gravissimi», persino peggiori di quelli raccontati dai sei piccoli sinora sottoposti all'analisi degli esperti. È questa l'ultima accusa piovuta sui presunti orchi di Rignano Flaminio arrestati il 24 aprile scorso e da allora detenuti nel carcere romano di Rebibbia. Il pubblico ministero Marco Manzi ha presentato le quattro perizie ieri.
Sono state prodotte nel corso dell'udienza fiume svoltasi davanti al Tribunale del Riesame di Roma, chiamato a decidere sulla scarcerazione di cinque dei sei indagati.
La pronuncia del collegio presieduto da Bruno Scicchitano dovrebbe essere depositata entro stasera. Ieri i giudici hanno dedicato l'intera giornata ad ascoltare le parti. In primo luogo gli avvocati della difesa che hanno ribadito l'assoluta assenza di riscontri concreti alle pesanti ipotesi di reato contestate dalla procura di Tivoli.
In aula erano presenti tre degli indagati: il benzinaio cingalese Kelum De Silva, la maestra Patrizia Del Meglio e il marito Gianfranco Scancarello, noto autore tv. Hanno preferito non esserci Marisa Pucci e Silvana Magalotti, le altre due maestre della scuola materna «Olga Rovere». La posizione della bidella Cristina Lunerti sarà discussa in altra data.
Il professor Franco Coppi, legale dei coniugi Scancarello, ha subito chiesto che fossero esaminati in aula i 14 video, già agli atti, girati dai genitori delle piccole vittime. Ma il Tribunale ha rigettato. Un fatto grave, ha protestato l'avvocato Coppi allegando alla memoria depositata il parere firmato dalla professoressa Maria D'Alessio, ordinario di piscologia dello sviluppo dell'Università La Sapienza e consulente della difesa. Nel parere si legge che «i genitori hanno portato i bambini a superare i limiti chiedendo loro di filmare la propria intimità, e producendo, paradossalmente, un documento che viola l'infanzia». Gli argomenti oggetto delle interviste girate dai genitori «sono tutti insistentemente suggeriti e le risposte sono costantemente indotte», scrive la psicologa bollando come «inaccettabili» tali documenti.
A Coppi è quindi subentrato l'avvocato Emilio Salustri, legale della maestra Pucci, che ha eccepito la nullità del provvedimento di custodia cautelare in carcere per mancanza dei presupposti. La casa della Pucci è già stata teatro di un'accurata ispezione dei Ris che non ha rilevato alcuna traccia utile, ha insistito il legale. Poi la parola è passata all'avvocato Giosuè Naso, difensore della Magalotti, che a sua volta ha insistito sull'inquinamento delle fonti (il condizionamento dei bambini) e sull'inattendibilità intrinseca delle prove presentate. «Se non bastasse, non c'è un solo testimone che abbia visto portare alunni fuori dall'istituto: né durante, né dopo le lezioni, né mai».
Ancor più marginale, secondo le difese, è infine la posizione del benzinaio cingalese Kelum De Silva. L'uomo, che parla pochissimo italiano e ha un lavoro che non gli consente di essere libero durante il giorno (non nelle fasce orarie indicate dalla procura) «è evidente oggetto di un errore di identificazione», ha detto l'avvocato Domenico Naccari aggiungendo che il proprio assistito «non conosce nessuno degli indagati».
A fine udienza è stato il pm a parlare, a difendere le consulenze svolte, a dire che se il Tribunale annullerà le ordinanze, tanto valeva archiviare le denunce. Il materiale raccolto è molto, ha detto il pm che tra le proteste della difesa, avvertite in ritardo, l'altro ieri ha disposto un'ispezione corporale sulla Del Meglio e sulla Lunerti: ispezioni tese a verificare alcuni tatuaggi descritti dai bambini con dovizia di particolari.