Le messe di padre Dennis

CERVESINA. L'Oltrepo religioso si scopre sempre più multietnico: se a Robecco e parrocchie limitrofe da un paio d'anni sono già operativi tre parroci di origine indiana, anche la chiesa Sant'Ambrogio di Cervesina ha scelto la stessa strada. Il nuovo sacerdote è nato nelle Filippine: «Sono viceparroco, il titolare di Cervesina è don Giansandro Salvi» spiega padre Dennis Plaza.
«Entrambi apparteniamo alla Congregazione dei Missionari della Fede ed il nostro padre generale, in accordo con il vescovo di Tortona monsignor Martino Canessa, ha deciso di assegnarci a questa parrocchia. Mi trovo qui da febbraio». Il sacerdote filippino si trova in Italia dal 1986 e da allora, una volta terminati gli studi seminaristici a Roma, ha iniziato una specie di tour religioso celebrando l'Eucarestia in diverse parrocchie: è stato ad Atina, provincia di Frosinone, a Trieste, in Toscana, a Ponte Buggianese. Ora si trova a Cervesina, mentre don Salvi è in provincia di Frosinone: «La mia è una sistemazione temporanea - precisa il 43enne sacerdote filippino - Devo aggiungere però che si è venuto a creare un ottimo rapporto con i fedeli di questa comunità: cerco di dialogare comunque, ho notato che la gente apprezza questo modo di fare». Oltre ad officiare le Messe a Cervesina, recandosi regolarmente presso la casa di riposo, padre Dennis Plaza segue anche la chiesa di Pancarana e quando gli impegni lo permettono va a Lungavilla per le confessioni. Molto bello il racconto su come ha avuto origine la sua vocazione di fede: «Vivevo nelle Filippine, a Laguna, e svolgevo la professione di bancario. Un giorno si presentò un mio amico con un biglietto aereo per raggiungere Roma, dove si sarebbe tenuto un corso seminaristico. I biglietti erano sei e si contavano cinque persone già prenotate, decisi di prendere l'ultimo posto disponibile e quella scelta si è rivelata fondamentale - ricorda padre Dennis Plaza - Ora cerco di aiutare spiritualmente anche i connazionali che si presentano alla mia porta, perché noi filippini restiamo sempre uniti».
Simone Delù