Il giardino è pubblico, ma nessuno lo sa
VIGEVANO. E' un giardino pubblico, ma non si direbbe. Non c'è un cartello che lo dica e l'unico cancello è chiuso. Un'apertura c'è, anzi sono due, ma quasi nascoste. La secondaria è un sentiero tra una roggia e l'ultima casa, la principale è un cancelletto, un buco nella siepe vicino allo scivolo che porta ai garage privati, un pertugio che sembra un errore del giardiniere più che la porta per una delle aree pubbliche meglio curate della città. Forse perché a curarla sono i privati che anni fa hanno comprato le villette a schiera che la fiancheggiano.
La storia del giardino di via Motta Visconti dimostra quanta poca attenzione abbia il Comune per il patrimonio pubblico. Tutto nasce nei primi anni Ottanta, quando una cooperativa costruisce le 36 villette a schiera di via Corsico sfruttando un piano di edilizia popolare.
Tra le due ali edificate e i palazzi della vicina via Cararola resta un rettangolo di oltre 10mila metri quadrati, tra via Motta Visconti e la roggia Mora, di proprietà del Comune. «Abbiamo bonificato l'area a nostre spese perché era diventata una discarica piena di macerie, serpi e topi. La gente continuava a buttarci i rifiuti e il Comune non li puliva - spiega uno dei residenti - . Per 14 anni abbiamo gestito quel rettangolo di terra senza l'intervento del Comune, che però continuava a esserne il proprietario. Alla fine degli anni Novanta, volendo installare anche un impianto di irrigazione, abbiamo proposto al Comune una convenzione in base alla quale noi affittavamo l'area, che restava aperta al pubblico, ma usavamo i primi canoni per pagare i lavori. Con il senno di poi ci è venuto il dubbio che se non ci fossimo fatti vivi, in municipio si sarebbero dimenticati di noi e, allo scadere dei 20 anni di utilizzo, l'area sarebbe diventata nostra per usucapione».
Ora quella discarica è diventata un giardino a cui i residenti possono accedere dal retro delle loro case attraverso cancelletti facilmente scavalcabili da parte dei ladri. L'impressione è di trovarsi in tutto e per tutto nel giardino privato dei numeri pari di via Corsico. Anche perché il corridoio verde tra le due ali di villette a schiera, quello che dovrebbe essere il vero ingresso al giardino pubblico, è chiuso da un cancello.
Qui non siamo in presenza di parcheggi pubblici interclusi come in via Goldoni e l'area verde di via Motta Visconti è già accessibile, a differenza di quella di via fratelli Cervi, per recuperare la quale il settore lavori pubblici del Comune ha messo a punto un progetto da 100mila euro. Resta il fatto che quasi nessuno entra a farci due passi.
«Quando qui attorno abitavano famiglie con i bambini piccoli, il giardino era frequentato - racconta un residente - adesso non capita più». Forse le cose cambierebbero se il Comune installasse un cartello con la scritta «giardino pubblico».