Geronzi interdetto: pericolo reiterazione reato
PARMA. Anche stavolta Cesare Geronzi pensava di averla scampata. Invece il tribunale di Parma ha preso una decisione che macchia la carriera dell'anziano banchiere. Il Gip Piero Rogato, su richiesta della procura, lo ha interdetto per due mesi dalle cariche societarie. Insomma, per due mesi Geronzi non potrà fare il presidente di Capitalia. La notizia è stata diffusa dallo stesso istituto di credito che ieri ha riunito il consiglio di amministrazione e subito gli ha espresso «solidarietà e fiducia». La macchia, però, resta. Alla base della decisione del tribunale c'è l'indagine sul crac Parmalat dove Geronzi è indagato per concorso in bancarotta frudolenta e usura. Adesso, dice il Gip, c'è il rischio che Geronzi possa compiere altri reati.
Per questa ragione è stato sospeso dalle sue funzioni. Ma che cosa viene addebitato a Geronzi nell'ambito dell'affare Parmalat? Di aver «imposto» a Calisto Tanzi l'acquisto delle acque minerali Ciappazzi di proprietà di Giuseppe Ciarrapico al prezzo predeterminato di 35 miliardi di lire.
Le indagini hanno poi accertato che quella società di acque minerali non valeva una lira (la gestione di Parmalat non è mai stata in grado di ottenere una sola botiglia di acqua). E allora perchè Tanzi l'ha comprata? Per fare un favore a Geronzi in quanto Capitalia vantava un credito verso Ciarrapico. E perché Tanzi ha «dovuto» fare quel favore a Capitalia? Perché era in attesa di un finanziamento che doveva risollevare le sorti di Parmatour, la disastrata compagnia di viaggi in carico al gruppo di Collecchio. Ma Parmatour non era assolutamnte in grado di sopravvivere (lo avevano scoperto gli stessi consulenti di Capitalia) e per questo non era da finanziare. Ma Geronzi, tramite il Medio Credito Centrale (gruppo Capitalia) avrebbe contribuito a falsificare il valore patrimoniali di Parmatour e avrebbe prorogato i finanziamenti alla società turistica quando ormai i giornali parlavano apertamente delle difficoltà della controllante Parmalat Finanziaria.
Altra vicenda contestata a Geronzi è l'acquisto «forzato» di Eurolat fatto da Tanzi a favore di Sergio Cragnotti. Insomma, per i magistrati Capitalia sapeva che Parmalat era vicina alla dichiarazione di insolvenza, ma Geronzi con i suoi atteggiamenti avrebbe provocato un aggravamnto del dissesto di Parmatour per 220 milioni di euro e di Parmalat Finanziaria per 3 miliardi di euro. Difficile dire se questa interdizione riuscirà a fermare la carriera di Geronzi, partita dall'Ufficio cambi della Banca d'Italia quando in Via Nazionale c'era ancora Guido Carli. Poi la sua è stata una carriera tutta interna alla Banca di Roma fino alla poltrona di presidente.
La notizia è rimbalzata a Piazza Affari e ha provocato vendite su Capitalia. In apertura il titolo è arrivato a perdere l'1,87% a 6,05 euro ma ha chiuso la gionata in grande rialzo: a 6,31 euro (+2,60%). Il mercato, infatti, è convinto che con l'uscita di Geronzi, Capitalia diventi «più contendibile» nella complessa partita che vede l'ex Banca di Roma al centro del risiko bancario.