Discarica sequestrata, è polemica

ALBONESE. «Spero solo che questa situazione si risolva nel modo più pulito». E' l'unico commento del sindaco Maria Teresa Francini Pelotti dopo l'operazione dei carabinieri del Noe, guidati dal maggiore Stefano Bosi, contro il traffico illecito di rifiuti, che ha portato a 19 arresti e al sequestro di impianti in Lombardia, Piemonte e Veneto. Anche la discarica di Albonese è stata sequestrata: il capo impianto Giancarlo Saretto, 37 anni, dall'altra mattina è in carcere a San Vittore. Alla presenza dell'avvocato di fiducia Lydia Sandri, verrà sentito dal gip entro cinque giorni dall'arresto. «Siamo certi che la vicenda si chiarirà in tempi brevi»: anche dal legale di Saretto, ieri arrivava solo una dichiarazione di maniera. Comunque, il blitz del Nucleo operativo ecologico di Milano ha fatto ripartire il dibattito su un impianto, attivo dal 2000, che era già stato motivo di contrasti a livello politico locale.
Autorizzata dall'amministrazione guidata dall'allora sindaco Pietro Polini, dopo aver ottenuto tutte le garanzie del caso, la discarica realizzata sulla ex strada statale 211, e gestita dalla Sari Grouo di Milano, era stata apertamente contestata - nel corso dell'ultima campagna elettorale per le elezioni amministrative - dall'allora candidato sindaco Fabio Alberti. Divenuto capo dell'opposizione con una lista civica, Alberti si è rifiutato non solo di presiedere, ma anche di partecipare ai lavori della commissione di vigilanza sulla discarica.
La commissione è stata rinnovata un anno fa, dopo la nomina della nuova giunta, guidata dal sindaco Francini Pelotti, ma deve ancora insediarsi ufficialmente e scegliere al suo interno il presidente, spiega il vicesindaco Polini. La prima riunione, che avrà ovviamente come argomento principale il blitz dei carabinieri, è prevista per domani pomeriggio.
Della commissione fanno parte rappresentanti di Comune e amministrazione provinciale, un tecnico esterno, rappresentanti degli ambientalisti.
«Coerentemente al nostro impegno elettorale che era ed è di bloccare o limitare al massimo la discarica - dice il capogruppo Fabio Alberti - non abbiamo ritenuto di dover condividere nessuna responsabilità amministrativa, rispetto a un 'iniziativa che non abbiamo voluto, e quindi riteniamo contraria ai nostri principi di tutela del territorio».