A Grosseto, ma senza Ciullo


PAVIA. Non illudiamoci. Francesco Ciullo a Grosseto non giocherà. Il medico sociale Claudio Lisi sostiene che il bomber del Pavia è guarito dal risentimento muscolare che gli ha impedito di allenarsi con i compagni negli ultimi dieci giorni, eppure le possibilità di vedere l'attaccante in campo nell'andata delle semifinali play off sono quasi nulle. Ciullo non ha affinato la preparazione in vista degli spareggi, come hanno invece fatto i compagni, e non vuole compromettere le sue possibilità di essere ancora protagonista nel ritorno (domenica 5 giugno) e in una eventuale finale. Sulla sua decisione però peserà anche il ricordo delle tante botte che i difensori del Grosseto gli hanno rifilato nella partita di campionato del 26 marzo. L'assenza di Ciullo metterebbe l'attacco degli azzurri nelle mani di Zizzari e Chiaretti, ma l'ultima parola verrà detta tra oggi e domani in accordo con Lisi e l'allenatore.
Tutto è cominciato con un colpo di tacco. Il bomber azzurro, autore di 18 gol nella stagione regolare, si è fatto male ormai una ventina di giorni fa in allenamento cercando di prendere il pallone con il tacco. Risentimento muscolare al bicipite femorale sinistro è stata la diagnosi del medico sociale. Si era temuto che la sua stagione fosse finita, invece gli esami hanno cancellato i dubbi: Ciullo sarebbe rientrato per i play off. Con il Mantova l'attaccante non è stato impiegato: il Pavia era già qualificato per gli spareggi promozione, non valeva la pena rischiarlo. Da allora c'erano 14 giorni prima di tornare in campo, abbastanza per permettere a Ciullo di curarsi. Non è un caso che lo staff medico del Pavia abbia deciso di rallentare il suo ritorno per non fargli rischiare una ricaduta. Il programma differenziato di allenamento sembrava solo una precauzione, invece ieri sono arrivate le dichiarazioni preoccupanti di Ciullo.
«Sto recuperando piano piano, ma a Grosseto non potrò essere al meglio - ha detto il bomber - . E poi c'è il rischio di una ricaduta, tutti fattori di cui dovremo tenere conto. L'importante è guarire, cosi da essere in campo per il ritorno al Fortunati». Ciullo non ha detto che a Grosseto non giocherà, ma dalle sue parole si capisce che non lo considera indispensabile. Non è al meglio e non vuole compromettere il suo recupero. Forse però pesano anche i ricordi. Torniamo alla vigilia di Pasqua, con il Pavia in trasferta a Grosseto. Per Ciullo la partita (finirà 0-0) è soprattutto una maratona della sofferenza. L'attaccante viene sostituito a metà ripresa perché acciaccato e prima di uscire disegna in aria con le mani un pallone, rivolto a Esposito, l'allenatore dei toscani ora sostituito da Cuoghi: «E' a quello che si devono dare i calci - dirà Ciullo negli spogliatoi - invece li ho presi tutti io fin dal primo minuto». Un colpo al polpaccio e una ginocchiata dietro la coscia sinistra sono i souvenir che Ciullo riporterà a Pavia da quella trasferta toscana. Alla suo fianco si schierarono i compagni e l'allenatore, mentre Esposito pochi giorni dopo risponderà alle polemiche accusando i pavesi di aver visto un'altra partita. L'attacco è comunque in buone mani perché Zizzari e Chiaretti stanno bene, ma Ciullo è Ciullo: rinunciarci è comunque un handicap. L'attaccante sa che con il Grosseto sarà una battaglia e che potrà vincerla solo stando bene. Ora sta a lui decidere se e quando accettare la sfida.

Claudio Malvicini