Simoni nero di rabbia
LIMONE PIEMONTE.«Ho guadagnato una posizione in classifica. E il Giro si gioca al Sestriere». Tira una bella sportellata e parte, in ammiraglia, insieme a Cunego e Vila, diretto all'albergo di Fossano. E' arrabbiato, «Gibo» Simoni. «Parla con Martinelli, ti dice lui tutto». Il commento di Simoni è tutto qua. Martinelli è più disponibile: «Noi siamo soddisfatti di com'è andata. Gilberto ha guadagnato secondi e posizioni. Savoldelli si è difeso bene, ma il nostro bilancio è positivo e credo che nei prossimi giorni tireremo le somme in nostro favore». Savoldelli la racconta pari-pari: «Hanno tirato la corsa a tutta, la Csc prima, la Lampre poi. Hanno alzato il ritmo e a quel punto è partito il doppio attacco. Io ho risposto una prima volta a Simoni, ma poi ho visto che stavo sbagliando. Cosi ho lavorato per contenere il distacco: all'inizio siamo riusciti a tenere 15 secondi, poi il distacco è aumentato. Però sono contento: in un Giro cosi duro, sono ancora in maglia rosa». Ivan Basso si fa i complimenti: «Ci tenevo a lasciare il segno. Ci sto riuscendo. Sono stato esemplare, e sono contento di me. Di me e della squadra, che ha fatto un lavoro davvero egregio. Mi attende il Tour? Intanto cerco di fare meglio che posso». Rujano ribadisce, dopo averlo battuto, che «Simoni è l'avversario da battere in questo Giro». Intanto il suo manager, Savio, cui non sono piaciute le insinuazioni sui suoi uomini vincenti, ribadisce: «I colleghi delle grandi squadre bofonchiano su di noi, ma abbiamo fatto gli stessi loro controlli antidoping. I miei ragazzi hanno storie poco note, ma se si conoscessero ci si stupirebbe molto meno delle loro gesta. E state attenti a Rujano a cronometro: a Firenze ha avuto un guaio meccanico». La parola, infine, a Danilo Di Luca: «Ho cominciato a patire sul Colletto del Moro: ho tenuto, ma ho fatto fatica. Li ho capito che non sarebbe stata la mia giornata. Ho badato a difendermi. Non sono crollato, ho corso in modo maturo. Il mio intento resta comunque quello di finire sul podio. Sono li, a due passi, e fino all'ultimo tenterò di salirci. Chi vince? Simoni è il più forte in salita, ma forse Savoldelli ce la fa». (a.fr)