«Sappiamo chi sono i vandali»
CASORATE. «Abbiamo individuato i responsabili». Il sindaco non ha dubbi. I vandali che l'altra notte hanno allagato la scuola media hanno un nome e un cognome. «Sono sei - prosegue Gianni Rho - di un età compresa fra i 12 e i 15 anni. Tutti frequentanti, tranne uno. Oggi convocherò i genitori». Ieri mattina alle nove, il sindaco si è presentato in classe. «Sapevamo già chi poteva aver fatto un atto simile, perchè c'è un gruppetto a rischio - prosegue -. Non lo hanno ancora confessato, ma sappiamo che sono stati loro». Sul fronte delle indagini ufficiali, quelle condotte dai carabinieri, c'è invece il massimo riserbo.
Qualche ragazzo, ieri mattina, piangeva. In classe la ramanzina è stata dura. Dialogo si, ma anche punizioni. «Soprattutto è necessario un intervento deciso sui genitori - assicura -. Ora, comunque, cercheremo di uscire da questa situazione». I commenti del giorno dopo non mancano. Antonio Sarli, capogruppo di opposizione di 'Casorate oltre il 2004", è critico: «Ci sorprende notare che il sindaco abbia detto che presto arriveranno le telecamere per avere un maggior controllo sui punti nevralgici del paese, perchè vorremmo ricordare che la precedente amministrazione aveva già avviato una gara d'appalto per l'installazione di 23 apparecchi per la video sorveglianza. L'attuale giunta ha revocato il provvedimento, ritenendolo inutile. Le bravate dei giovani ci sono sempre state e ci saranno sempre. Ma una maggiore prevenzione, e un deterrente come appunto le telecamere, avrebbero notevolmente limitato l'insorgere di questi episodi che non tranquillizzano l'opinione pubblica». «Riteniamo assolutamente deplorevole e inqualificabile l'atto vandalico commesso da ignoti alle medie - dice invece Marco Citelli, consigliere di 'Casorate Futura" -. Fortunatamente i danni si sono rilevati di lieve entità e pertanto le attività didattiche sono potute riprendere con regolarità già dal giorno dopo. Varrà la pena approfondire il difficile tema legato agli aspetti sociali della vicenda e all'insofferenza, in particolar modo da alcune frange minoritarie del mondo giovanile, verso tutto quanto è pubblico. Resto dell'idea che la cultura nei confronti delle cose di tutti e il rispetto verso il bene comune deve essere insegnata e approfondita soprattutto all'interno di ogni singola realtà familiare». «Alla collettività - aggiunge - interessa poi conoscere dall'attuale maggioranza lo stato di manutenzione delle porte, finestre e impianto di allarme che non hanno impedito l'effrazione della scuola, ammesso che si sia trattato di effrazione». «Sono d'accordo con il sindaco e con il parroco, quando dicono che bisogna dialogare si, ma mostrare anche una certa fermezza di fronte a questi episodi - commenta invece Francesco De Amici, capogruppo di 'Unione per Casorate" -. Bisogna conoscere bene la situazione, prima di intraprendere azioni che potrebbero poi addirittura essere controproducenti. Io sono per la fermezza, ma senza durezza. E poi ci vuole anche un po' di pazienza con i ragazzi». «Sono anni che denunciamo i rischi della 'politica dello struzzo" di fronte al degrado morale a Casorate e in tutta Italia - attacca invece Edoardo Piacentini, Lega Nord -. E sono anni che le nostre denunce sono ignorate, se non derise. Chiediamo ai governanti, dopo aver raccolto le sempre più numerose proteste dei cittadini, di farsi un bell'esame di coscienza. Commentare l'episodio è inutile. Preferiamo concentrare l'attenzione sui quello che si può fare domani. Non basta offrire pizze ai teppisti, come fa il sindaco. Cosi come non bastano incontri e confronti nelle scuole con genitori e ragazzi. Non vorremmo che i problemi di sicurezza fossero ricondotti a semplice bullismo. Si finirebbe per sottovalutare una situazione molto più complessa. Noi abbiamo preparato di recente un progetto chiamato 'Sicurezza globale" che presto faremo conoscere a cittadini e istituzioni. Un piano che coinvolge tutti, perchè teso al recupero delle regole del vivere civile. Un'iniziativa che unisce all'educazione sociale e la giusta prevenzione alla necessaria repressione, quest'ultima da esercitare fino a quando i fenomeni più vistosi saranno scomparsi da Casorate. Oggi, fra l'altro, abbiamo anche il conforto della magistratura, che con le ultime sentenze concorda sul fatto che di fronte a certe devianze, il solo dialogare non serve a nulla».