Le musiche di Brahms al Fraschini con Dindo e «I Solisti di Pavia»

PAVIA. Appuntamento con la musica al Teatro Fraschini di Pavia. Stasera «I Solisti di Pavia», l'orchestra diretta dal maestro Enrico Dindo proporranno l'op. 18 e 36 di Johannes Brahms. Il concerto vedrà Marco Rogliano e Fabio Ravasi ai violini, Massimo Piva e Matteo Amadasi alle viole ed Enrico Dindo e Stefano Guarino ai violoncelli.
Il Sestetto per archi (due violini, due viole, due violoncelli) fu una forma particolarmente amata da Brahms, che vi si dedicò prima di cimentarsi nei più comuni quartetti e quintetti. Il Sestetto op. 18 fu completato nel settembre 1860, al temine di un'intensa estate di lavoro a Hamm, presso Amburgo.
Allo stesso periodo risalgono i Quartetti con pianoforte op. 25 e 26, terminati un mese più tardi. L'opera fu denominata Frühlingssextett, Sestetto della Primavera, per la freschezza e serenità d'invenzione poetica che la contraddistingue, e che poggia su una profonda comprensione ed assimilazione dei modelli di Haydn e Beethoven. Il sestetto, eseguito per la prima volta a Hannover il 20 ottobre 1860, suscitò l'entusiasmo di Joachim e di Clara Schumann e un vivissimo successo di pubblico.
Il Sestetto op. 36, scritto in gran parte a Baden-Baden nel 1864 e completato nel gennaio 1865, fu stampato nel 1866 ed eseguito in pubblico solo l'anno successivo. L'accoglienza fu delle più negative: la ricchezza polifonica e la raffinatezza formale furono giudicate aride e incomprensibili. In realtà accanto alla sapienza compositiva il quartetto riserva momenti di tenero lirismo, ed una dedica nascosta: le note la-sol-la-si-mi che formano uno dei motivi del primo movimento corrispondono nella notazione tedesca alle lettere A-G-A-H-E, allusione, come confessò lo stesso Brahms, al nome del suo primo amore, Agathe von Siebold.
Il sipario si alza alle ore 21.