«Estorsione a due prostitute»
CARPIANO.Una tentata estorsione tra prostitute straniere allo scopo di accaparrarsi il miglior posto di lavoro. E' questa, almeno secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura, l'accusa che ha portato a giudizio due donne. Ma gli elementi portati sino a questo momento all'attenzione del giudice non sembrano restituire una ricostruzione limpida degli avvenimenti. A cominciare dalle generalità e dalla nazionalità delle due imputate. Si tratterebbe di cittadine greche o albanesi e altrettanta incertezza riguarda i loro nominativi. La versione riassunta nel decreto che dispone il giudizio riferisce di fatti avvenuti nell'ottobre 2001 su una strada poco fuori l'abitato di Carpiano. Qui le due imputate, difese dagli avvocati Raffaella Nofri e Nunzia Milite, avrebbero rivolto minacce ad altre due straniere per obbligarle a lasciar libero il posto di 'lavoro". Ma una delle imputate, a carico della quale venne emesso anche un ordine di custodia cautelare, è latitante. E anche l'individuazione della stessa da parte di alcuni testimoni sarebbe fonte di perplessità. Proprio per dissipare tutti questi dubbi, il giudice Michela Fenucci, davanti alla quale si sta celebrando il procedimento, ha deciso che alla prossima udienza, il 13 ottobre, venga nuovamente assunta la testimonianza delle parti offese. Testimonianza che era già agli atti perchè assunta, all'epoca, con lo strumento dell'incidente probatorio. Nel frattempo, in aula, sono stati sentiti alcuni testimoni. Un sottufficiale dei carabinieri ha riferito di avere notato, sull'avambraccio di una delle parti offese, una lesione molto superficiale. Un operatore della polizia locale ha invece rammentato di avere notato del sangue tra i capelli di una delle donne che sarebbero state minacciate per allontanarsi dal posto nel quale abitualmente esercitavano la prostituzione. Tali circostanze, comunque, non valgono da sole ad accreditare la tesi (sostenuta in aula dal pm Stefania Di Tullio) di una aggressione o di minacce poste in essere dalle imputate. L'esercizio della prostituzione implica, purtroppo, l'eventualità di essere sottoposte spesso a sevizie e maltrattamenti. Anche per questo motivo si è resa necessaria l'audizione delle parti offese, con la garanzia del contraddittorio, nel contesto della prossima udienza. (f.m.)