La Ferrari davanti a un bivio


Gli scenari apocalittici del Bahrain, enclave desertica resa vivibile solo grazie ai petrodollari, quest'anno assumono a sorpresa un ruolo nodale all'interno del mondiale di F.1. Dopo due soli Gp, malgrado sia reduce da sei stagioni trionfali, la Ferrari si trova suo malgrado davanti ad un bivio: a causa della doppia debâcle iniziale innescata dalla scarsa copetitività della F2004M, deve dimostrare con una azione di forza (mettendo in campo la nuovissima F2005) che anche quest'anno non ha sbagliato macchina; in caso contrario dovrà prendere atto che un ciclo si è concluso e pensare al futuro. Cambiando qualcosa sia in pista che nel paddock.
Ma non crediamo sia il caso di fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Maranello possiede uomini e mezzi in grado di recuperare alla svelta il terreno perduto nei confronti della concorrenza. F2005 a parte, un grosso aiuto dovrà tuttavia arrivare dalla Bridgestone, signorilmente quasi ignorata dai vertici Ferrari nell'analisi delle cause che hanno portato Schumacher ad incamerare, finora, soltanto 2 miseri punticini iridati. Mentre è opinione comune che la principale causa della scarsa competitività delle rosse, in questo drammatico inizio di stagione, sia da addebitare proprio alla scarsa efficienza dei pneumatici giapponesi.
Ma è inutile guardare indietro. Domani nel primo turno di prove libere, e soprattutto sabato nel round d'esordio in qualifica, la Ferrari ha la possibilità di dimostrare con qualche crono importante se anche quest'anno dobbiamo riservarle un posto privilegiato nella lotta per il mondiale. Nell'attesa, conviene gustare fino in fondo tutte le novità regalate da questo inaspettato inizio di stagione.
A partire da una straordinaria Renault e da un altrettanto spettacolare Giancarlo Fisichella. Se Flavio Briatore, il migliore promoter della storia della F.1, oggi afferma con decisione che il team francese è il candidato più autorevole al titolo, non prendetela come una battuta. Sulle performance dei due boys in blu parlano i risultati. Di più: essendo cliente privilegiata Michelin, la Renault oggi viene «servita» dalla casa di pneumatici francese come un tempo succedeva con la Ferrari. Con una differenza: per Michelin testano pneumatici quasi tutti i team di F.1. In Bridgestone, gli unici parametri su cui possono lavorare arrivano da Maranello. Una differenza sostanziale.
Il Bahrain deve essere infine considerato prova d'appello anche per McLaren e Williams, protagoniste d'inverno, belle addormentate ai primi tepori primaverili. E ricordiamoci un vecchio detto: il mondiale vero inizia in Europa. Appuntamento a Imola, allora.

Riccardo Roccato