Aveva mezzo chilo di cocaina in casa
VOGHERA. Preso con mezzo chilogrammo di cocaina: in carcere, con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, c'è ora Albert Bida, ventidue anni, giovane immigrato albanese che vive a Voghera. L'arresto è stato operato l'altra notte dai carabinieri.
Questa mattina alle 10,30 in via Prati Nuovi si terrà l'udienza di convalida del provvedimento restrittivo, davanti al giudice delle indagini preliminari, Marina Bellegrandi; al fianco di Bida ci sarà il suo legale di fiducia, l'avvocato Luca Poggi. Nulla trapela, per ora, sulle circostanze in cui è maturato l'arresto (sembra comunque che la droga sia stata rinvenuta e sequestrata nell'abitazione del 22enne), nè sui particolari dell'operazione portata a termine dai carabinieri: gli inquirenti, infatti, mantengono uno stretto riserbo, in attesa di possibili, ulteriori sviluppi e delle prime verifiche in sede giudiziaria. Tutto ciò che si può dire, al momento, è che siamo di fronte al sequestro di una quantità di droga consistente per il «mercato» e la realtà vogherese. Una droga molto costosa (proprio per questo battezzata «dei ricchi») e richiesta, in genere, da un tipo di clientela che ha una certa disponibilità finanziaria ed è in grado di permettersi l'elevato prezzo delle dosi. Oggi, intanto, vedremo se Albert Bida deciderà di rispondere alle domande del giudice, oppure se si avvarrà della facoltà che gli consente di trincerarsi nel silenzio. «E' un brutto colpo, non ci voleva proprio», dice preoccupato il suo legale. L'avvocato Poggi mette in conto l'altra grossa grana che vede al centro il suo assistito: il 22enne albanese è, infatti, sotto processo anche con la pesante imputazione di violenza sessuale di gruppo su una giovane vogherese. La prossima udienza, davanti al tribunale di Tortona, è fissata per il 19 aprile e in quella occasione dovrebbe maturare il verdetto. Con Bida, sul banco degli imputati ci sono un suo connazionale e un muratore vogherese, mentre un quarto, presunto violentatore è già stato condannato. Il giovane extracomunitario era stato fermato nell'ottobre 2003: aveva poi ottenuto gli arresti domiciliari e adesso era agli obblighi di dimora.