Cala il sipario sul dramma di Terri Schiavo

WASHINGTON. Con una frase sola, senza spiegazione alcuna, la Corte Suprema degli Stati Uniti respinge la richiesta d'urgenza dei genitori di Terri Schiavo di ripristinare l'alimentazione della donna, ormai sospesa da quasi una settimana. E anche i giudici della Florida emettono una serie di sentenze, non definitive, contrarie alla ripresa dell'alimentazione. Nel suo viaggio verso la morte, Terri, 41 anni, dal 1990 in uno stato vegetativo persistente, non era mai andata cosi lontano.
Una volta, il tubo dell'alimentazione le era stato staccato per due giorni, una volta per sei giorni. Con il rifiuto della Corte Suprema di occuparsi del caso, i familiari di Terri sembrano avere esaurito tutte le opzioni legali per salvarle la vita. Le organizzazioni religiose protagoniste della crociata per la sopravvivenza della donna hanno esercitato fortissime pressioni sul governatore della Florida Jeb Bush, fratello del presidente George W. Bush, perché assumesse la custodia di Terri, ma giudice statale della Florida ha respinto la richiesta del governatore e dell'agenzia statale dei servizi sociali d'assumere la custodia e ha anche bocciato la richiesta di un riesame delle condizioni della donna, dal 1990 in stato vegetatitvo persistente e che da venerdi non è alimentata. I verdetti sono appellabili.
Per appoggiare la sua richiesta, Jeb ha citato la diagnosi di un neurologo vicino ai movimenti religiosi integralisti, che, senza avere visitato Terri, afferma che essa non è in stato vegetativo, ma in uno stato di coscienza minima, e sostiene che il marito non le dà tutte le cure possibili.
Lo stringato verdetto, redatto in un linguaggio giuridico incomprensibile, mette definitivamente fuori gioco, in questa storia, la Corte Suprema che, per almeno cinque volte, ha rifiutato di essere coinvolta. La sentenza è firmata dal giudice Anthony Kennedy, che era il giudice di riferimento per il ricorso, ma che, prima di decidere, ha consultato i suoi colleghi (i giudici supremi sono nove). Il rifiuto, che non è spiegato, è motivo di «delusione» per il presidente Bush, che è al ranch di Crawford, in Texas, per trascorrere in famiglia la pausa pasquale. Di li, domenica aveva compiuto un raid a Washington per firmare una legge 'ad personam" detta 'salva Terri" varata in tutta fretta dal Congresso. Nella loro istanza alla Corte Suprema, l'ultima possibile dopo che, a tre riprese, tra martedi e mercoledi, le corti federali si sono rifiutate di intervenire, i genitori di Terri, Bob e Mary Schindler, affermavano che la loro figlia è avviata a una morte ingiusta e imminente a causa della decisione del marito di rimuovere il tubo d'alimentazione, nonostante la mancanza di una prova certa del suo consenso. Fra le argomentazioni a sostegno, i legali citavano, s'ignora con quale contenuto giuridico, «un miracolo» di cui i genitori sarebbero stati spettatori: Terri, che i medici ritengono incapace di intendere e di comunicare, avrebbe detto le parole «I want to live», voglio vivere.
In una mescolanza di elementi giuridici e considerazioni morali e religiose, i legali dei genitori sostenevano, inoltre, che Terri subisce una violazione dei suoi diritti costituzionali e della sua libertà religiosa.