Prigioniera sulla carrozza a fine della corsa

ROBBIO.Per quasi un'ora si è sentita nella condizione di prigioniera di un treno, sul quale inaspettatamente si era trovata sola e che stava viaggiando in una direzione diversa da quella che si attendeva, senza poter far nulla per fermarlo.
Si è trasformato in un'incredibile e allucinante avventura, quello che per M.A. sessantenne robbiese, l'altro pomeriggio avrebbe dovuto essere un traquillo normalissimo viaggio a Pavia. Salita a Robbio, stazione che si trova sulla linea Vercelli-Pavia, la donna era convinta di arrivare nel capoluogo di provincia lombardo e, invece, lo stesso treno su cui era salita, per una serie di disattenzioni sia sue sia dei sistemi di controllo, l'ha portata ad Alessandria. A.M. accortasi quasi subito, dopo la sosta di Mortara, che il treno la stava portando in una direzione sbagliata, ha fatto di tutto per scendere prima possibile. Con il cellulare ha chiesto l'intervento dei Vigili del fuoco e della Polizia ferroviaria, senza riuscire a fermare il convoglio, composto da un locomotore e da alcune carrozze per passeggeri, sul quale era rimasta sola e che, evidentemente, stava compiendo un trasferimento interno.
«E' vero che avrei dovuto sapere che quel treno è uno dei pochi sulla linea Vercelli-Pavia che, arrivato a Mortara, non prosegue la corsa verso la città lombarda - sottolinea la donna, ancora choccata - ma nessuno è passato ad avvisarmi che la corsa era finita, nessuno è passato a controllare che il treno fosse stato lasciato dai viaggiatori. Ero salita a Robbio con altre due persone, che non ho visto scendere ed ero perciò tranquilla. Quando mi sono accorta che non andava verso Pavia e che passava nelle stazioni dei paesi senza fermarsi sono stata assalita dall'angoscia. Ero sola. I macchinisti irraggiungibili sul locomotore. Ho telefonato a tutti, chiedendo di farmi scendere. Ma il treno si è fermato solo ad Alessandria. Un viaggio allucinante che non dimenticherò mai»