Quelle officine sul Naviglio
PAVIA.Fu nel 1895 che i fratelli Hermann e Jacob Einstein, rispettivamente padre e zio di Albert, scesero da Monaco di Baviera in Italia, dapprima a Milano e subito dopo a Pavia, per installarvi una fabbrica di apparecchiature elettriche. Dobbiamo a Elena Sanesi il racconto di questo importante pezzo della nostra storia, «La dimora stabile delle due famiglie per circa due anni a Pavia - scriveva la Sanesi undici anni fa - fu la circostanza per cui il futuro scopritore della 'relatività", allora poco più che adolescente, ebbe modo di soggiornare, sia pure saltuariamente e per non lunghi periodi, nella nostra città e a Casteggio. Il soggiorno pavese di Alberto rimase praticamente ignoto ai suoi biografi almeno fino a circa la metà degli anni 70».
Nulla di personale o di famigliare egli volle includere nelle 'Note autobiografiche" premesse al volume che gli fu dedicato in occasione del settantesimo compleanno nel 1939 E non più di un cenno fu dedicato al soggiorno di Alberto a Milano e Pavia della di lui sorella Maja nel breve testo biografico da lei steso nel 1924. «La memoria pavese di quei lontani eventi - scrive a questo punto Elena Sanesi - fu conservata dall'amica di Maja Einstein, Enrica Marangoni, poi maritata Pelizza, donna di forte e vivace temperamento, di solida cultura, dedica, oltre che alla sua professione di farmacista, a studi storici (specialmente risorgimentali e di archeologia casteggiana), collaboratrice della 'Provincia pavese", spentasi a quasi 94 anni nell'aprile del 1972. Ernesta Marangoni era una studentessa dell'Istituto Bordoni quando nel 1895 gli Einstein si installarono a Pavia. L'Ernestina divenne amica di Mara e costei, come pure il fratello Alberto, in quell'estate furono ospiti nella villa Marangoni a Casteggio. Fu solo dopo la morte del fisico che Ernesta Marangoni si risolse di mettere per iscritto quelle memorie per la 'Provincia pavese" con lunghi e documentati articoli».
Elena Sanesi incontrò nel 1971 Ernesta Marangoni e ottenne da lei l'autorizzazione a pubblicare le tre lettere che Einstein le aveva scritto, che sono custodice nel Museo di Storia dell'Università e che verranno presentate da Fabio Bevilacqua.
I Civici Musei del Castello Visconteo conservano il disegno di progetto della facciata dell'Officina Einstein Garrone e C che essi aprirono a Pavia lungo il Naviglio. La casa di Einstein era un via Foscolo 11, Casa Cornazzoni con begli affreschi risalenti al quindicesimo secolo. Qui era vissuto il poeta Ugo Foscolo nel 1808. (s. c.)