Polemica per le nuove regole in consiglio
PIEVE PORTO MORONE. Accuse di regime e segnalazione al prefetto. Non si spegne l'eco delle polemiche esplose in consiglio comunale, dopo l'abrogazione della riunione dei capigruppo prima delle assemblee decise dalla maggioranza. Virginio Anselmi e Siro Zangrandi lo dicono senza mezzi termini: «Non ha capito ancora come si governa un ente pubblico. Amministrare non è comandare». L'ex vice sindaco accusa poi la giunta addirittura «di impedirgli di entrare in municipio». Mentre l'assessore al Territorio e all'Ambiente, Giobbe Indigenti, contrattacca lo stesso ex assessore Zangrandi sui punti luce e gli orari del cimitero.
Sul primo punto, l'opposizione ha chiesto l'intervento del prefetto perchè venga revocato il provvedimento deciso dalla maggioranza. «Il Comune non è una proprietà privata del sindaco» dice Virginio Anselmi, fra i primi firmatari dell'esposto al prefetto. Ancora più duro con l'amministrazione guidata dal sindaco Angelo Cobianchi è Siro Zangrandi. «Non mi fanno entrare in municipio per chiedere i documenti, impendomi di fatto di svolgere il mio ruolo di consigliere - spiega -. Siamo al regime». Sul secondo punto, l'assessore al Territorio, Giobbe Indigenti, si difende dagli attacchi di Zangrandi: «I lampioni funzionano e gli orari del cimitero sono stati adeguati. La questione è chiarita. Sui punti luce, Zangrandi però non ha detto che questi avrebbero dovuto essere allacciati entro 90 giorni, cioè nel maggio 2004, anzichè, come è avvenuto, nel marzo 2005. L'ex assessore si era dimenticato di vigilare sul rispetto dei tempi, evidentemente». «La passata amministrazione - incalza - ha aperto mutui mai usati spendendo ad oggi 41 mila euro per il pagamento dei soli interessi e 38 mila per il ritorno del capitale. Tutto ciò per opere mai realizzate come la sistemazione del cimitero di Casoni, la fognatura e la realizzazione dell'impianto sportivo. Tutto ciò, ovviamente, è ricaduto sul bilancio del Comune e delle imposte pagate dai cittadini».(g.s.)