Allarme clima per l'Europa

BRUXELLES.L'Europa dei prossimi decenni sarà tagliata in due dal cambiamento climatico, con un aumento delle piogge e delle alluvioni nel Nord, e una recrudescenza delle siccità nel Sud e nel bacino mediterraneo. Ad illustrare le evoluzioni meteorologiche dell'Europa è una ricerca realizzata dalla Commissione Ue in vista della giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo.
Alluvioni e siccita'.Dall'analisi climatica e meteorologica europea degli ultimi anni emerge che «la temperatura media è aumentata di 0,8 gradi, con aumenti invernali superiori a quelli estivi» e che negli ultimi 30 anni «si è registrato il clima più caldo degli ultimi cinque secoli». A questo si aggiunge che «le precipitazioni annue nell'Europa del Nord sono aumentate del 10-40% nell'ultimo secolo, mentre il bacino Mediterraneo ha registrato una riduzione del 20%». La situazione è destinata a peggiorare nei prossimi decenni.
Inondazioni.La portata e la frequenza delle alluvioni - osserva lo studio - ha una probabilità di aumentare compresa tra il 66% e il 90% nella maggior parte delle regioni d'Europa. Anche il ciclo idrologico aumenterà, causando «spostamenti e elevati costi nell' agricoltura e nelle aree urbane».
Mancanza acqua.Nel corso dei prossimi cento anni l'Europa sarà soggetta a soffrire con più frequenza di condizioni di siccità meteorologica, specialmente nel Sud.
Allarme coste.Le coste europee, e soprattutto quelle mediterranee, sono tra gli ambienti naturali più a rischio. In particolare «il riscaldamento globale è responsabile di un innalzamento del livello del mare di 1-2 metri l'anno, che comporta un aumento dell'erosione costale, degli allagamenti e della salinizzazione degli estuari e delle falde acquifere.
Italia.Data la sua conformazione geografica, l'Italia è tra i paesi più esposti ai maggiori rischi sia di alluvioni che di siccità. Particolarmente preoccupanti, data l'estensione delle coste, sono l'innalzamento del livello del mare, l'erosione delle coste e la salinizzazione delle falde acquifere. La ricerca, inoltre, dedica alla laguna di Venezia e al bacino del Po due studi tematici. In quello sulla città veneta, i ricercatori osservano che l'aumento del livello marino e delle inondazioni, unito alla forte presenza umana e ai cambiamenti fisici, riducono la resistenza della laguna alle ondate e alle maree che arrivano e alle correnti più forti. Nel bacino del Po l'aumento della temperatura accelererà il ciclo di produzione di sostanze nutrienti e la decomposizione della materia organica, portando ad un aumento della vegetazione marina e causando «significative variazioni delle condizioni del fiume».