Pieve, il comitato si spacca
PIEVE PORTO MORONE. Sulla vicenda del container si spacca anche il comitato. Il leader del movimento, Bruno Bagarotti, ha criticato duramente il comportamento dei suoi due vice presidenti, Giobbe Indigenti e Virginio Boggioni. I due, membri anche dei nuclei, sono pure assessori.
«Indigenti e Boggioni sanno benissimo che avrebbero ottenuto qualsiasi documento mi avessero lealmente chiesto, sia a titolo personale, sia per il Comune».
Invece, accusa Bagarotti, al prefabbricato è stato fatto un vero e proprio blitz.
Che, stando al presidente dell'associazione, ha addirittura violato la privacy dei componenti dei nuclei. «Non è plausibile lo spreco di tempo e denaro pubblico per fotografare un documento privato - aggiunge Bagarotti - riferito ad un fatto personale fra sindaco e un volontario dei nuclei».
I presidente del comitato approfitta anche per rincarare la dose contro il sindaco: «Dal verbale dei vigili, risulta chiaramente che il blitz fu fatto per 'effettuare documentazione fotografica della denuncia fatta al sindaco". Quest'ultimo, invece, nella lettera a me spedita parla di 'verifica dello stato del container". Un falso ideologico, oltre alla violazione della privacy». Virginio Boggioni, uno dei due assessori e (per ora) vice presidenti del comitato replica: «La vicenda è legata alla denuncia di un membro dei nuclei al sindaco. Il fatto che quel documento di un litigio fra un privato e un pubblico amministratore finisca appeso alle pareti del prefabbricato non vedo cosa c'entri con il controllo ambientale. La privacy l'ha violata il denunciante, non il sindaco. Il quale ha tenuto un comportamento legittimo».
Boggioni dice di «non comprendere l'atteggiamento» del leader storico del movimento: «Una rottura c'è, senza dubbio, fra Comune e comitato. Anche se non capisco perchè. Noi non andiamo in una direzione diversa. Ma per me l'obiettivo del Comune e quella del comitato è lo stesso». Anche l'altro assessore, Giobbe Indigenti, preferisce gettare acqua sul fuoco. «Io l'ho chiamato, Bagarotti, per chiedergli le chiavi nuove del container - spiega -. Da parte del Comune nessuna pressione o intimidazione. Ma se è stata cambiata la serratura del prefabbricato, vuol dire che qualcuno voleva impedire alla giunta di entrare. Sennò perchè farlo? In ogni caso, se qualcuno vuole a tutti i costi fare polemica, la faccia pure...». Nessun commento su questo nuovo attacco, invece, da parte del sindaco, Angelo Cobianchi.