«Mini-treno e sempre in ritardo»

ZINASCO. «Siamo stanchi di viaggiare sul 'trenino delle Barbie". Un'unica carrozza sulla quale siamo pigiati come sardine. Non solo: nella maggior parte dei casi si parte e si arriva in ritardo». Sergio Carena, di Zinasco, parla a nome dei pendolari del Pavia-Alessandria. Anche da loro si alza una delle tante voci di protesta levatesi in questi ultimi mesi contro i disservizi delle Ferrovie. Nel mirino c'è, in particolare, il treno delle 18.16: quello che riporta a casa i residenti di una vasta area del Pavese e della Lomellina dopo la giornata di lavoro. Una scena che si ripete quasi tutte le sere.
Il Pavia-Alessandria parte dal quarto o dal quinto binario. Su quella vecchia littorina si sale a fatica.
«Spesso e volentieri solo in pochi riescono a sedersi - sottolinea Carena -. Perchè Trenitalia non allestisce anche un'altra carrozza? Sarebbe un costo cosi elevato? Diventa davvero difficile crederci: visto il numero delle persone che utilizzano questa linea, mi sembrerebbe giusto trattarle in un altro modo».
E' una considerazione condivisa anche da altri colleghi di viaggio: «Fa rabbia sentir parlare in televisione di linee ad alta velocità e di altri progetti stellari, quando poi noi siamo costretti ogni mattina a trasferimenti 'infernali" per raggiungere l'ufficio di lavoro ed anche la sera per tornare a casa».
Il Pavia-Alessandria delle 18.16 prevede 12 fermate intermedie: nella zona del Pavese a Cava Carbonara, Sairano, Sairano-Zinasco, Zinasco Nuovo e Pieve Albignola; in Lomellina a Sannazzaro, Ferrera, Lomello, Mede e Torre Beretti. Prima di arrivare a destinazione ci sono altre due fermate in Piemonte: Valenza e Valmadonna. In teoria l'arrivo ad Alessandria è previsto per le 19.30: ma ben difficilmente questa tabella di marcia viene rispettata.
«Il più delle volte si parte con dieci o quindici minuti di ritardo - continua Carena -. In alcuni casi va anche peggio. Venerdi scorso, ad esempio, siamo partiti da Pavia dopo le sette di sera. Prima di far partire il nostro treno, bisogna attendere altre coincidenze. Dobbiamo sempre 'cedere il passo" agli altri: siamo i più trascurati di tutti. E' davvero inconcepibile».
I pendolari del Pavia-Alessandria non si sono costituiti in comitato come è già avvenuto per i frequentatori di altre linee. Ma se in tempi brevi non verranno adottati provvedimenti concreti per migliorare il viaggio (aggiungendo, possibilmente, un'altra carrozza) e rendere meno frequenti i ritardi, non vengono escluse iniziative clamorose. «Qualcosa faremo...», promette Carena. «Io mi alzo tutte la mattine alle cinque per andare a lavorare. Alla sera sono stanco e vorrei tornare a casa ad un orario decente e senza essermi sobborcato questi trasferimenti logoranti».