Omicidio Desiree: fuori dal carcere Mattia
BRESCIA. Mattia, il più giovane dei minori condannati per l'omicidio di Desiree Piovanelli, avvenuto a Leno il 28 settembre 2002, potrà lasciare prossimamente l'istituto di pena minorile Beccaria di Milano, dove è attualmente rinchiuso. E' stato infatti approvato nei giorni scorsi dal tribunale di sorveglianza dei minori di Milano il programma riabilitativo che prevede per il ragazzo, condannato a 10 anni di reclusione, sia la possibilità di usufruire di permessi sia di scontare quanto rimane della pena in una comunità d'accoglienza. Mattia ha 16 anni ed è stato condannato a 10 anni di reclusione.
Questo trattamento è possibile perchè il ragazzo ha già scontato, tenendo conto degli sconti di legge, un quarto della pena. Mattia è stato inoltre giudicato meritevole sulla base delle relazioni presentate dagli psicologi e assistenti sociali del carcere. Oltre a Mattia, per il delitto, erano stati condannati altri due minori e un adulto, Giovanni Erra, al quale era stato inflitto l'ergastolo in primo grado e poi 20 anni in appello.
«E' una vergogna», commenta Maurizio Piovanelli, il padre di Desiree. «E' una cosa assurda. Siamo sempre alle solite» ha detto ancora Piovanelli, aggiungendo: «Se questo è il sistema...». Piovanelli andrà a Roma per l'udienza della Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi il 28 gennaio sui ricorsi nei confronti di Giovanni Erra. Il padre di Desiree è sempre convinto di voler cambiare abitazione e avrebbe già individuato la zona di Leno in cui potrebbe trasferirsi con la famiglia, lontano dai luoghi della tragedia e dove abitano ancora le famiglie dei ragazzi condannati. A pensare alla famiglia Piovanelli sono però anche i genitori di Mattia. La madre del ragazzo, in particolare, chiede «di fare attenzione a quello che si dice e che si scrive anche per la famiglia Piovanelli, a cui in questi anni abbiamo sempre pensato».
L'avvocato Alessandro Ferrari, difensore di Mattia, sul provvedimento ha precisato: «Non c'è ancora nessuna data sia per i permessi che per l'affidamento a una comunità, di cui Mattia è stato ritenuto meritevole dal Tribunale di Sorveglianza dei Minori». E ha aggiunto: «Questo momento è molto delicato per Mattia, non è quindi giusto che venga turbato. Ma non deve essere turbata nemmeno la serenità di tutte le famiglie coinvolte nella tragica vicenda».
Sostiene, invece, il ministro per le Riforme e coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli: «Prima la condanna del killer di Rozzano, Vito Cosco, a soli 20 anni di galera per quattro omicidi, cioè cinque anni per ogni morto ammazzato, poi il patteggiamento di Jucker con riduzione della pena da 30 a 16 anni, quindi la probabile imminente uscita dal carcere per Erika e Omar, autori del massacro di Novi Ligure, lunedi l'assoluzione dei tre terroristi islamici e ieri, la notizia della scarcerazione di uno dei giovani componenti del branco che ha fatto a pezzi la povera Desiree Piovanelli. Non ho parole davanti ad una sequenza di episodi del genere: abbiamo assistito recentemente a proteste e scioperi dei magistrati - conclude - ma sarebbe più giusto che a manifestare fosse il popolo italiano e non viceversa».