Islamici assolti, gup sotto tiro


MILANO. L'assoluzione degli islamici dall'accusa di terrorismo è sul tavolo degli ispettori del ministero della Giustizia. Lo dice il Guardasigilli, Roberto Castelli, in un'intervista alla radio della Lega Nord.
Il caso è esploso, la polemica politica infuria, ci sono appelli al capo dello Stato e la stessa Lega Nord manifesta davanti al palazzo di giustizia di Milano. Il giudice Clementina Forleo si è trovata a decidere sulla sorte di un gruppo di islamici e a distinguere se catalogare i loro reati fra le 'azioni di guerriglia" (non punibili in base a una Convenzione Onu del 1999) e, invece, le 'azioni di terrorismo". Per il magistrato «gli imputati in Italia hanno raccolto e inviato denaro in Iraq e arruolato volontari di sicura matrice islamico-fondamentalista, il tutto per aiutare i fratelli mujaheddin fino al marzo 2003, in concomitanza dell'attacco Usa al'Iraq». Però queste azioni rientrano nella 'guerriglia" e non possono essere perseguite perché non sono 'degenerate verso azioni di terrore indiscriminato nei confronti della popolazione civile'.
Gli islamici sono stati cosi condannati a pene minori e saranno processati anche a Brescia per altri fatti, ma questo è bastato per aprire l'ennesimo conflitto fra il centrodestra e la magistratura. Il ministro Castelli dice: «Ho dato incarico agli ispettori di valutare se ci sia stata ignoranza o grave travisamento dei fatti». «Si può esercitare l'azione disciplinare - continua - quando i magistrati non applicano le leggi dello Stato. Gli ispettori dovranno valutare se ignorare che ci sia stata una risoluzione dell'Onu (successiva a quella citata dal giudice Forleo, n.d.r.) e definire queste persone combattenti e non terroristi, sia materia di ignoranza o di grave travisamento dei fatti».
Davanti a tante polemiche il giudice Forleo risponde candidamente: «Sono serena. E' stata una decisione sofferta ma ho osservato la legge e ho seguito la mia coscienza, come sempre in tutte le mie decisioni e per qualsiasi imputato».
Il mondo politico, si è detto, è in subbuglio. La Cdl è contro il magistrato, il centrosinistra invita alla prudenza. Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, parla di sentenza «veramente incredibile».
«I linciaggi personali non sono autorizzati», dice Anna Finocchiato (Ds) che pur spiega di non condividere le tesi dal giudice Forleo.
Duro il ministro Gasparri: «Una decisione incredibile, sconcertante e allarmante, fuori da ogni schema razionale, basata su una scelta ideologica. Spero che il presidente della Repubblica, che è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura, faccia ora sentire la sua voce». E un altro ministro, Calderoli: «Quella sentenza ha sdoganato il terrorismo. E' evidente che qualcosa non va: o sono sbagliate le leggi, o sono sbagliati i giudici». La Russa parla apertamente si una «sentenza basata su tesi ideologica». «Siamo sconcertati», gli fa eco il suo compagno di partito, De Corato. Nella Cdl soltanto Giorgio La Malfa si stacca dal coro e parla di «sentenza formalmente corretta che difende i principi liberali». «La questione posta è molto seria - prosegue - perchè il diritto internazionale distingue la guerriglia dal terrorismo».
Nel centrosinistra si parla di «attacchi strumentali ai magistrati» e soltanto Antonio Di Pietro definisce la decisione della sua ex collega un «errore madornale». Ma c'è agitazione anche fra i magistrati. Il primo a difendere il giudice Forleo è proprio il Pm Armando Spataro (che nel processo agli islamici ha sostenuto l'accusa). «Non condivido la sentenza - dice - ma intendo manifestare la mia solidarietà al gup Forleo per i rozzi attacchi di cui è stata oggetto. Ogni sentenza può essere criticata, ma non sono accettabili le offese ai giudici».
«Incredibile linciaggio contro il giudice», grida Magistratura democratica. I togati delle correnti di sinistra chiedono che «il Csm intervenga a tutela del Gup di Milano» mentre l'Associazione nazionale magistrati è ferma nel difendere l'operato del giudice: «No agli attacchi personali al gup di Milano». Ma in serata l'ex presidente Cossiga non sembra raccogliere questo invito a dà un consiglio al giudice Forleo: «Si dedichi al tennis e lasci stare la giustizia, che è una cosa troppo seria per lei».

Gigi Furini