Si alla fonderia, lavorerà anche altri rifiuti


PIEVE PORTO MORONE. Autorizzazione concessa. E in anticipo. Alla fine la Metalli Colombo si prende la rivincita. Via libera per altri cinque anni. Di più. Il settore Ambiente, servizi e rifiuti della Provincia ha dato anche l'ok per la lavorazione di altri generi di rifiuti. Ed ora esplode la rabbia del sindaco. Cobianchi ha appreso la notizia ieri, proprio mentre era a colloquio con Beretta.
«Il rinnovo - accusa il sindaco - è stato rilasciato addirittura il 5 novembre. Al signor Colombo è stato consegnato l'altro ieri. Al Comune, invece, il giorno dopo, cioè oggi (ieri, ndr)». Cobianchi racconta la convulsa giornata di ieri. «Mi trovavo a colloquio con Beretta e Invernizzi - dice -. In un primo momento mi hanno detto di non essere a conoscenza del provvedimento. Nonostante gli articoli sul giornale, le interrogazioni in Regione e le continue richieste presentate dal consigliere Flavia Fulvio. Quando il presidente della Provincia ha preso visione della nuova autorizzazione, in un primo momento ha cercato di giustificare l'operato dell'ingegner Lodigiani (il dirigente del servizio rifiuti,ndr) dicendo che era un atto dovuto. Ha poi aggiunto che sarebbero stati fatti rigorosi controlli». A quel punto, Cobianchi ha dichiarato di non ritenere affatto che l'autorizzazione dovesse essere data dalla Provincia, senza prima neppure attendere l'esito della revisione del Via da parte della Regione. E soprattutto senza alcun monitoraggio sul probabile inquinamento prodotto nelle acque e sul terreno dalla Metalli Colombo. «Ma l'assurdità più grande riguarda i controlli. Mentre nell'atto del 1999 la Regione li aveva demandati alla Provincia, cosa che fra l'altro ha fatto una sola volta in tre anni di attività, e scoprendo che la fonderia produceva diossina 220 volte superiore al consentito, ora la nuova autorizzazione prevede che ad eseguire i controlli sia la stessa ditta». «Un vero e proprio premio all'impresa, vista l'alta affidabilità dimostrata sul campo dalla Metalli Colombo - ironizza -. La scadenza è biennale, alla faccia di tutte le rassicurazioni fatte dai politici della Provincia il giorno dopo la scoperta dell'inquinamento». «A questo punto ho fatto notare tutte queste incongruenze - dice furibondo Cobianchi - e Beretta ha promesso una conferenza fra Comune e Provincia per decidere l'eventuale revoca del provvedimento». «Appare strano che all'atto di rilascio del rinnovo per altri 5 anni - sottolinea polemicamente il sindaco - e dopo critiche, denunce alla Ue, mozioni regionali e provinciali, manifestazioni di piazza, il presidente Beretta sia all'oscuro di tutto e solo dopo le mie insistenze prometta un incontro. Evidentemente la Provincia ha preferito privilegiare gli interessi dell'imprenditore, visto che è stato informato e invitato in piazza Italia il giorno prima del sindaco di Pieve Porto Morone. E' un voltafaccia in piena regola». Cobianchi, per finire, risponde anche alle critiche del consigliere di opposizione Zangrandi: «Questi sono stati giorni di incontri frenetici. Non siamo stati con le mani in mano. E il fatto che fossi per l'ennesima volta in Provincia a parlare con Beretta lo testimonia».

Giovanni Scarpa