Bock, arte in Stazione

MILANO. Non susciterà le polemiche scatenate dai tre finti bambini impiccati da Cattelan, ma farà sicuramente discutere la nuova installazione voluta dalla Fondazione Trussardi che, sino al 5 dicembre, porta nella sala Reale della Stazione Centrale di Milano i video inquietanti del 39enne artista tedesco John Bock. Per la sua personale Bock ha creato un film in 16 mm, 'Meechfieber".
E ha voluto che la sua visione fosse accompagnata da una selezione dei video creati negli ultimi anni, già presentati alla Documenta di Kassel, alla Biennale di Venezia e in altre prestigiose vetrine internazionali. Più che una retrospettiva, però, l'esposizione in stazione, a ingresso libero, è un'immersione in un mondo reale eppure stralunato, concreto e bizzarro insieme, quotidiano e grottesco. Se per certi versi (il lato slapstick, surreale, deviante) l'opera di Bock ricorda quella di un altro artista a lui affine per età e tecnica, l'ormai divo Matthew Barney, compagno di Bijork, se ne distacca però per un legame più forte con la realtà. Il grottesco, il deviante, l'anormale si nascondono li dove meno ce lo si aspetterebbe, come dimostra 'Meechfieber", girato nella fattoria e nel paese rurale dove è cresciuto lo stesso artista, che ha coinvolto nel progetto amici, parenti e vicini di casa. Nella sala che, negli anni Trenta, l'architetto Ulisse Stacchini aveva progettato per la sosta della famiglia reale, prendono vita le folli avventure di una coppia di campagnoli, alle prese con macchine irreali, astronavi bric-à-brac, animali travestiti, danze frenetiche e fantasiose torture, ma anche con piccoli, semplici eventi che diventano veri e propri inni alla vita, dalla mungitura alla nascita di un vitello. Tutte esperienze che lo stesso Bock ha fatto in prima persona, tanto che il film è stato girato proprio nella sua fattoria di Gribbhom. «Per questo film mi sono ispirato a una situazione normale, mi sono lasciato ispirare dalle mie origini, dalla vita nella fattoria, mischiando tutto - ha spiegato l'artista - con la commedia slapstick. Poi è stato davvero divertente realizzare il film a casa mia, con i miei vicini e i miei genitori, che non sapevano di preciso cosa facessi prima di essere direttamente coinvolti nel progetto». Tra i video esposti in Centrale, l'artista interpreta anche quello che ha per titolo e ispirazione il cantante 'Alice Cooper", «un personaggio importante - ha detto - il primo a staccare la testa dei pipistrelli a morsi». Più domestico ma non meno surreale 'Gast", in cui il coniglio di Bock sgambetta in salotto tra mobili, tappeti, divani e carote. Sospeso a mezz'aria, in mezzo allo scalone principale, il clip 'Boxer", in cui due pagliacci si affrontano in un match immaginario tra verdure volanti e protuberanze colorate.