Nei guai per la calunnia ai poliziotti
PAVIA.Aveva denunciato la polizia accusandola di averlo picchiato e dettando la querela proprio a uno degli agenti che incolpava. Ma quell'atto si è trasformato in un boomerang giudiziario e Massimiliano Cerrito, 25 anni, residente a Milano, è stato rinviato a giudizio con le accuse di calunnia e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri mattina il processo è approdato davanti al giudice unico, ma è stato subito rinviato al settembre 2005 per un vizio procedurale. La vicenda che originò il procedimento penale risale al 18 settembre 2002.
Quel giorno Cerrito viaggiava sull'interregionale Genova-Milano quando il capotreno decise di farlo scendere a Pavia per il «comportamento incivile» che - secondo l'accusa - avrebbe tenuto a bordo del convoglio. Tra l'altro, a causa di questo inconveniente, il treno accumulò un ritardo di una ventina di minuti, il tempo necessario al personale viaggiante di chiamare la polizia e convincere il giovane a scendere. Una volta sul marciapiede della stazione, tuttavia, giunsero i problemi più gravi.
Cerrito venne 'preso in consegna" da alcuni agenti della polizia, ne nacque un alterco e lui denunciò di essere stato picchiato dai poliziotti. Tra l'altro la querela fu stesa proprio da uno degli agenti incolpati di avere menato le mani. Ma nel volgere di alcuni mesi, il giovane è passato dal ruolo di querelante a quello di imputato. Due le accuse formulate nei suoi confronti: resistenza a pubblico ufficiale «perchè usava violenza, consistita nel calciare e strattonare personale del posto di polizia ferroviaria di Pavia e della questura di Pavia»; calunnia «perchè con denuncia-querela presentata presso il posto di polizia ferroviaria accusava, sapendolo innocente, il personale suindicato di averlo percosso con ginocchiate e pugni». Uno degli agenti Polfer si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Girolamo De Rada, mentre Massimiliano Cerrito è difeso dall'avvocato Maria Antonietta Genova. Il processo, come detto, è stato aperto ieri mattina e immediatamente rinviato. Pare che non sia stato possibile notificare la fissazione dell'udienza all'imputato. (f.m.)