Parmalat, risparmiatori insoddisfatti


MILANO. Scontenta tutti, o quasi, la proposta di concambio avanzata dal commissario straordinario di Parmalat Enrico Bondi. Ieri tutte le associazioni dei consumatori hanno tuonato contro la bozza di concordato che prevede la nascita della nuova Parmalat e i relativi concambi per creditori, ex azionisti e obbligazionisti del gruppo di Collecchio. «Si tratta di valori a dir poco mortificanti», dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, «in confronto l'Argentina ha fatto di più».
Se il valore di Borsa della nuova Parmalat sarà intorno ai 2,5-2,8 miliardi di euro «la percentuale media di recupero sembra essere del 20% circa», continua Martinello. L'Aduc oltre a giudicare «un vero e proprio bagno di sangue» la proposta di concambi avanzata da Bondi, solleva perplessità sul reale valore che potrebbero trovarsi in tasca migliaia di titolari di bond Parmalat. «Tutta l'operazione si basa sul valore nominale delle nuove azioni, ma i risparmiatori che volessero vendere i titoli si potrebbero trovare a incassare molto meno». Confconsumatori rivolge un appello ai risparmiatori: «Ci preme far sapere che anche in caso di approvazione del concordato la procedura riguarderà solo l'ammissione al passivo. Rimarranno invece in piedi sia la conciliazione con Banca Intesa sia le cause proposte o in via di proposizione contro le banche. Riguardo alla conciliazione solo nel caso in cui questa dia luogo alla restituzione integrale dell'importo investito, le azioni della Nuova Parmalat dovranno essere restituite all'istituto bancario. Diversamente l'obbligazionista rimarrà proprietario dei nuovi titoli e riceverà il rimborso parziale da parte della banca».
La proposta di Bondi potrà essere modificata dal ministro Marzano, che deve approvarla la prossima settimana. Ai creditori dell'ex quotata Parmalat Finanziaria andrà l'11,3% in azioni Nuova Parmalat mentre a quelli di Parmalat Spa andrà appena il 7,3%. Diverse società operative minori, come Eurolat e Lactis, riavranno il 100%. Tra gli obbligazionisti, quelli «olandesi» spuntano più degli altri, per il meccanismo del «doppio indennizzo», sulle loro emittenti e sulla spa che garantiva i bond. Il meccanismo messo a punto da Bondi e dagli advisor finanziari Mediobanca e Lazard prevede che gli istituti ricevano circa il 12% dei loro crediti e avranno una parola forte nel nuovo azionariato, almeno un quarto del capitale iniziale, che discende dal 16% dei creditori Eurolat e da parte del 47,9% di quelli della Spa. Ieri l'amministratore delegato ha fatto sapere che sta valutando l'avvio di azioni revocatorie nei confronti «principalmente di istituzioni bancarie, creditizie e finanziarie. Per la determinazione degli atti irrevocabili - si legge nella nota ufficiale del gruppo di Collecchio - saranno individuati tutti i principali rapporti dai quali sono conseguiti pagamenti effettuati dalle società oggetto di concordato. L'indagine che è tuttora in corso, riguarda oltre 500 rapporti». Anche in questo caso le revocatorie dovranno essere approvate dal mnistro delle Attività produttive a cui spetta l'esame del piano di ristrutturazione.

Andrea Carli