I bomber consolano le grandi
Cosa resta alle grandi dopo questo Euro 2004? Niente altro che consolarsi con i bomber.
In una manifestazione che ha visto la quasi totalità delle squadre impiegare solo una punta vera, quelli che alla vigilia della finale erano i leader della classifica marcatori, hano assistito al match valido per il titolo come spettatori.
Il risultato personale, in questo caso, assume un sapore amaro, anche se Baros, Van Nistelrooy e Rooney sono comunque protagonisti di storie interessanti.
BAROS.Il nome di Milan si era già sentito in giro per l'Europa, non era del tutto sconosciuto. Del resto ha vinto l'Europeo Under 21 del 2002. E' però arrivato all'appuntamento portoghese «a fari spenti», reduce da una stagione anonima in quel di Liverpool. Questo complice anche un brutto infortunio, la frattura di una caviglia rimediata in uno scontro di gioco contro Babbel, atleta dei Blakburn Rovers. Al rientro, a fine febbraio, il tecnico dei Reds, il francese Houllier, non lo ha tenuto in considerazione preferendogli altri atleti, come Owen o Heskey. Risultato, poche presenze e pochi gol. In Portogallo tutt'altra musica. Un gol in ognuna delle prime quattro partite: con la Lettonia, con l'Olanda, con la Germania fino alla doppietta con la Danimarca. La gabbia predisposta dalla Grecia, o meglio la chiusura degli spazi gli ha impedito i suoi affondi in velocità più volte decisivi.
VAN NISTELRROY.C'è un infortunio da segnalare anche nella carriera di Ruud Van Nistelrooy. E' quello che gli capitò nella primavera del 2000. Un infortunio grave che gli impedi di partecipare agli Europei in programma quell'anno, organizzati oltre che dal Belgio proprio dall'Olanda. In più rinviò il suo trasferimento, tutti gli accordi erano già stati presi, al Manchester United. Ma Alex Ferguson lo lasciò al Psv solo un anno, per permettere al ragazzo di recuperare al meglio. Per Ruud l'amarezza di saltare anche i Mondiali 2002 in Corea e Giappone, visto che l'olanda non si qualificò. Pur essendo un grande d'Europa da anni, cosi, quella portoghese era la prima rassegna importante cui partecipava con la maglia orange e voleva a tutti i costi fare bene. In Portogallo c'è riuscito. Una palla giocabile contro la Germania e un gol, a segno anche contro la Repubblica Ceca e due volte con la Lettonia. Poi però Ruud si è fermato: con la Svezia è arrivata la vittoria ai rigori, col Portogallo è arrivata l'eliminazione.
Come dire che se si ferma Van Nistelrooy si ferma anche l'Olanda.
ROONEY.Con Cristiano Ronaldo alfiere del baby-boom visto a questo Euro 2004. L'inglese è stato il trascinatore della sua nazionale. Vale quasi il discorso fatto per Van Nistelrooy: fermato lui, in questo caso da un infortunio, il Portogallo ha schiacciato l'Inghilterra battendola poi ai rigori. Per il giovane Wayne il difficile viene ora. Viene indicato come un predestinato (ha esordito in Premier League a 16 anni, in nazionale a 17), ora è sotto l'attenzione di tutti, come prima di lui Beckham e Owen. Resta da vedere come vivrà sotto i riflettori.
(d.p.)