Il nuovo tonfo del cancelliere
BERLINO.Con il disastro fatto registrare ieri nelle elezioni europee e in quelle regionali in Turingia (est della Germania), la Spd del cancelliere Gerhard Schroeder ha proseguito la lunga serie di insuccessi più o meno pesanti cominciata con le precedenti europee del 1999. Nel voto per l'Europarlamento, con meno di un quarto dei consensi, i socialdemocratici tedeschi hanno conseguito il loro peggior risultato in una elezione a livello nazionale, mentre in Turingia hanno perso ulteriormente rispetto alle precedenti regionali. E un'inversione di tendenza - secondo analisti politici e osservatori - non è affato in vista nonostante le speranze emerse qualche mese fa fra i 650 mila membri del partito con l'avvento alla presidenza di Franz Muentefering al posto di Gerhard Schroeder. Al suo sesto anno di governo il cancelliere Schroeder continua a essere soggetto al voto del Bundesrat, la Camera alta delle Regioni dominata dall'opposizione conservatrice. E per evitare l'impasse legislativo il suo governo rossoverde è costretto a venire a patti con l'opposizione, come avvenuto di recente con la nuova legge sull'immigrazione. Dei 16 Laender, solo sette sono guidati da un premier socialdemocratico. L'ultima stazione della lunga Via Crucis Spd risale alle elezioni regionali dello scorso febbraio ad Amburgo, la città- Land un tempo roccaforte socialdemocratica. La Spd ottenne in quell'occasione un magro 30,5%, un valore di molto inferiore alle'percentuali d'orò degli anni passati. Il 1999, l'anno d'inizio della corsa all'ingiù per la Spd, vide per i socialdemocratici in una sequenza da horror le debacle nelle regionali nel Brandeburgo, Saar, Turingia. Il minimo storico fu toccato in Sassonia dove la Spd crollò al 10,7%. Grazie allo scandalo dei fondi neri della Cdu all'inizio del 2000, la Spd registrò una temporanea ripresa in Schleswig- Holstein, Nord-Reno-Vestfalia, Renania-Palatinato e Berlino. Ma nel 2002 fi disfatta in Sassonia-Anhalt e nel 2003 in Bassa Sassonia. Nelle legislative del settembre 2002 Schroeder si salvò grazie al buon risultato dei Verdi di Joschka Fischer, ma da allora la corsa all'ingiù è proseguita senza sosta.
Con la difesa della posizione di supremazia in Turingia, la Cdu-Csu, all'opposizione a livello federale al governo rosso-verde a Berlino, è invece al comando, da sola, in sei dei 16 Laender tedeschi e mantiene la maggioranza al Bundesrat, la Camera delle regioni. In Baviera, col nome di Csu, l'Unione cristiano democratica è al governo da sola dal 1966 e alle ultime regionali, lo scorso settembre, col premier Edmund Stoiber al comando, ha conquistato una maggioranza di due terzi, record assoluto nella storia delle elezioni in Germania. In Sassonia, la Cdu è al governo ininterrottamente da sola dal 1990. In Turingia e nella Saar pure, la Cdu non ha bisogno di alleati e governa da sola dal 1999. Dal febbraio 2003 anche in Assia la Cdu governa da sola. Amburgo è seguita, con un monocolore Cdu, nel febbraio scorso. In altri Laender la Cdu è invece al governo assieme alla Fdp (liberali). Nove in tutto su 16 sono quelli dove la Cdu-Csu governa: oltre ai sei dove ha la maggioranza assoluta, in tre è alleata in coalizioni con la Fdp. Tra questi la Bassa Sassonia, il Land del cancelliere Gerhard Schroeder, strappato nel febbraio 2003 alla Spd che fino allora governava da sola. Gli altri due Laender dove la Cdu è al governo con i liberali sono la Sassonia-Anhalt e il Baden-Wuerttemberg.