Alloggio troppo caro: ciao mondiali
VIGEVANO. Partecipare ai mondiali ti ripaga di ogni sacrificio? Si, ma solo se i sacrifici sono fisici e non economici. La nuotatrice Simona Gavuglio, 31enne vigevanese trasferitasi in Puglia, ha rinunciato a partecipare ai campionati iridati seniores, gli amatori, per non pagare i 180 euro dell'albergo. Ma, direte voi, non poteva farsi pagare le spese dalla squadra? In effetti la sua società, la Icos di Tricase, aveva previsto un rimborso spese per la spedizione di Riccione, ma poi Gavuglio ha scelto un hotel diverso da quello indicato dai dirigenti e al momento di fare i conti c'erano 180 euro di differenza tra la cifra prevista dai dirigenti e quella richiesta dagli albergatori. «Quando sono arrivata a Riccione - racconta la vigevanese - mi è stato detto che non c'era la possibilità di avere spesato l'albergo per me e mia figlia». Risultato: Gavuglio se n'è tornata a casa.
Quella di Simone Gavuglio sembrava la storia di una rivincita, seppure fuori tempo massimo per il nuoto che conta, invece è naufragata per una questione di soldi. Banale, vista da fuori, di principio, per la vigevanese. Tornata in vasca a febbraio per i regionali in Puglia, dopo aver smesso di nuotare a 17 anni per un infortunio al ginocchio, Simona Gavuglio aveva conquistato la possibilità di disputare i mondiali nella categoria Seniores, in corso in questi giorni, a Riccione. Arrivata sabato nella città romagnola, i conti della massaia hanno soffocato la voglia di competere. Per Simona, che avrebbe dovuto gareggiare nei 50 stile libero e nei 50 rana, la società non ha rispettato i patti, secondo il presidente Marco Macchitelli, la Icos ha fatto il possibile. Al momento della prenotazione dell'albergo è nato il problema. «Simona aveva scelto di andare in albergo da sola - dice Macchitelli - con costi differenti dagli altri. Noi abbiamo detto che poteva scegliere un albergo convenzionato con la nostra società ed avremmo rimborsato tutto. Questi accordi li avevamo presi prima di partire. Abbiamo cercato una mediazione perché noi potevamo pagare soltanto il 70%. Per il resto al ritorno si poteva vedere cosa fare, invece lei non ha sentito ragioni». La società avrebbe sostenuto le spese dell'albergo fino a 300 euro, le altre 180 restavano scoperte, in attesa di dirimere la contesa tra la nuotatrice e la sua società. Gavuglio ha preferito non correre il rischio: ha preso la strada di casa e addio ai mondiali. E pensare che non più tardi di qualche giorno fa aveva spiegato di avere «poco tempo per gli allenamenti a causa del lavoro e della famiglia ma di non voler rinunciare». «Farcela ugualmente - aveva aggiunto - per me è comunque una soddisfazione». La famiglia l'aveva sostenuta in tutto questo periodo. Negli scorsi giorni si sono mossi tutti in massa per seguire le gare della nuotatrice vigevanese, ma poco prima che iniziasse, il suo mondiale è già finito. «A questo punto non so nemmeno se gareggerò agli italiani di Chianciano a fine giugno - spiega infuriata la vigevanese - . Di certo non avrò più nulla a che fare con questa società». I mondiali però non tornano.
Andrea Ballone