Una brutta lezione dai tifosi
Mercoledi 2 giugno si è svolta, a Senna Comasco, la finale di Coppa Lombardia di Pallavolo Femminile tra le compagini pavesi dell'Eurotarget Sannazzaro e dell'Aeffe Stradella in quello che quest'anno è stato il tema «ricorrente» del finale di stagione della serie C, avendo posto di fronte le due formazioni sia durante gli spareggi per l'accesso alla serie B2, sia appunto per l'aggiudicazione del trofeo regionale. Entrambi gli scontri sono terminati con il successo della squadra lomellina che ha meritatamente vinto ambedue le partite.
Che tra le tifoserie delle due squadre ci potesse essere rivalità è fuori da ogni dubbio, ma mi piace sottolineare come il folto numero di sostenitori al seguito della squadra oltrepadana, formato per la gran parte dalle ragazze provenienti dal settore giovanile, abbia tenuto un comportamento tale da meritarsi l'aggiudicazione della Coppa Fair Play, molto probabilmente, anche per la coreografia realizzata durante la partita.
Occorre però mettere invece l'accento sul comportamento antisportivo «dei soliti noti» al seguito del Sannazzaro che hanno più volte provocato la tifoseria di Stradella/Broni con striscioni di deprecabile gusto continuando nell'opera iniziata a Stradella durante la gara 1 di play off, quando non soddisfatti di aver insultato il «Papero Tonino», la mascotte «umana» che fa da contorno alle partite casalinghe della squadra, hanno esposto uno striscione fatto apposta per prendere in giro le ragazze di Stradella.
Ma si è toccato il limite della decenza sin dall'inizio della partita quando un gruppetto di sostenitori di Sannazzaro ha esposto degli striscioni che facevano allusione all'8 maggio (data in cui si è svolta la prima sfida) con la scritta «Vi riCordate» per porre l'accento sulla mancata promozione. Il pubblico di Pianeta Volley (nome che simboleggia il sodalizio sportivo delle società Uisp Stradella e Gimnasium Broni, unite da tre anni in un progetto per la creazione di un polo pallavolistico nell'Oltrepo) e la stessa squadra hanno sottolineato con un ironico applauso l'azione dei provocatori, ma la cosa che ci ha più stupito è che la società, che ha prontamente preso le distanze da quel comportamento antisportivo, non abbia avuto la compiacenza di ordinare l'immediato ritiro dello striscione.
Si è arrivati a questo risultato solo dopo che il padre di una giocatrice ha ripetutamente sollecitato un rappresentante della federazione. Ma non è finita qui. No, perchè alla fine della partita, dopo che il Sannazzaro si è meritatamente imposto sul campo, abbiamo assistito all'identica scena con una pseudo invasione di campo e l'esposizione di altri striscioni recanti le scritte: «Ci siete rimasti male?» (con evidenziata la C) «Se sei felice... Batti le mani» (canzoncina «simbolo» della squadra di Stradella/Broni) e, ciliegina sulla torta, tutti insieme, giocatrici, staff tecnico, dirigenti e tifosi sulle tribune a cantare: «Chi non salta è di Stradella»...
Assurdo, non ci è mai capitato di assistere ad episodi del genere nella pallavolo e vi lascio immaginare come sono rimaste male le ragazzine che, sedute in tribuna avvolte con i colori gialloblu, hanno assistito a questa serie di esempi di come non diventare da grandi. Ma arriviamo alla fine quando io, ed un altro esponente della tifoseria, siamo andati a ritirare il premio per il Fair Play e dalle tribune in cui erano assiepati i tifosi del Sannazzaro, è partito il coro «Ladri, Ladri...».
Incredibile, rovinare cosi quella che doveva essere una giornata di sport, una giornata di festa e allegria! Resto sbigottito anche del fatto che la società stessa che in un primo tempo «prende le distanze», in un secondo momento segue i propri sostenitori non accennando nemmeno ad un ammonimento ma accompagnando le loro gesta. Come si fa poi a dichiarare: «Non possiamo controllarli», quando li vedi al seguito della squadra e andare con loro a mangiare insieme, nonchè includerli nella foto finale?
In questi casi, secondo me, la cosa da fare è dare un segnale forte perchè, se si permette che possano verificarsi episodi del genere in ambito pallavolistico, allora non stupiamoci più se nel calcio esistono gli hooligans e se ogni tanto ci scappa la violenza.
Restiamo in attesa di un segnale della Federazione affinchè certi deplorevoli episodi vengano condannati e si impedisca lo svolgimento delle partite fino a quando gli striscioni offensivi non siano tolti. Sollecito inoltre lo stesso organo federale a far si che le società attuino una politica contro certi esempi di antisportività perchè al Palazzetto si va solo per fare il tifo per la propria squadra e non per deridere o, peggio ancora, umiliare l'avversario perchè, come disse Priamo ad Achille: «Sei ancora mio nemico questa sera, ma anche ai nemici bisogna mostrare rispetto».
Oggi guardiamo con profonda soddisfazione la coppa che ci è stata assegnata, premio meritato per il lavoro fatto quest'anno, per le coreografie realizzate durante le partite più importanti e sicuramente degne di categorie ben superiori ad una serie C, fieri di poter rappresentare un esempio per tutto il settore giovanile che deve crescere con la convinzione che lo sport è innanzitutto rispetto e lealtà, è emozione, è gioia, è sognare di poter giocare un giorno con quella maglia che oggi vedono indossare dalle giocatrici della prima squadra, come in un sogno, e non esiste cosa più bella che regalare favole. Questa è per noi la pallavolo.
Luigi AntozioAeffe Stradella