La storia della caserma di cavalleria
Voghera e la «sua» caserma di cavalleria. Era il 1858 quando, con una cerimonia ufficiale, venne posata la prima pietra della caserma intitolata a re Vittorio Emanuele. Alla cerimonia venne invitato anche il ministro della Guerra, Alfonso La Marmora, che però, proprio il giorno della posa della prima pietra comunicò la sua impossibilità a partecipare, a causa di un improvviso impegno istituzionale. L'ex caserma di cavalleria, a fronte di un impegno economico iniziale di circa 750 mila lire, è invece venuta a costare complessivamente più di un milione. Una parte consistente del finanziamento per la realizzazione dell'opera, circa seicento mila lire, venne ricavata attraverso l'emissione di cartelle di durata 25ennale.
L'emissione di cedole (circa 1.200), del valore nominale di cinquecento lire, vide come principali acquirenti proprio i cittadini vogheresi. La prima parte dell'opera venne collaudata nel 1860, la seconda 4 anni dopo.
All'epoca, la zona individuata per la realizzazione della caserma di cavalleria si trovava ad ovest della città, nella parte esterna alla cinta muraria, poco lontano da porta Rossella (quella che oggi è chiamata via Emilia). Il fronte dell'edificio fu progettato dall'ingegner Paolo Cornaro. La realizzazione della caserma di cavalleria è stata espressamente voluta dall'Azienda generale di guerra, che chiese espressamente la realizzazione di un edificio per «l'alloggiamento di un intiero reggimento di cavalleria composto da quattro squadroni. Quindi dovrà contenere (la caserma) scuderie per seicento cavalli, dormitori per un numero corrispondente di soldati, camere per gli ufficiali di sorveglianza, magazzini per foraggi, corpo di guardia, camerini di disciplina, maneggio coperto e porticati». Altri locali della caserma vennero poi destinati alla «fucina con laboratorio per il capo morsaio», al «laboratorio del capo sellaio», ai magazzini per la paglia, il foraggio, gli arnesi e gli utensili del maneggio. Il lato corrispondente alla facciata ospitava invece il corpo di guardia, la camera per gli ufficiali di picchetto, le cucine per gli ufficiali, la sala d'armi e due «scaloni» d'accesso al piano superiore, dove si trovavano le camere per gli ufficiali e per la truppa. La fine della seconda guerra mondiale sancisce anche lo «svuotamento» della caserma di cavalleria che, dopo un fitto carteggio fra l'amministrazione comunale di Voghera e quella militare circa la destinazione futura, nel 1965 viene posta sotto vincolo dalla Soprintendenza poiché ritenuta «una tra le caserme più pregevoli in Italia e paragonabile ad alcuni esempi in Germania e Austria, particolarmente a Vienna». L'anno dopo, nel 1966, il vincolo della Soprintendenza ai monumenti per la Lombardia viene applicato a 2/3 dell'edificio, per un totale di 30 mila metri quadrati. Parte di questi 30 mila metri quadrati sono già stati ristrutturati ed ospitano la biblioteca civica, il museo, e molti uffici comunali. La ristrutturazione di un'altra parte dell'ex caserma di cavalleria, quella che dalla biblioteca comunale si snoda fino in corso Rosselli, inizierà appena terminata la Fiera dell'Ascensione. Il rifacimento sarà completo, compreso il tetto e la realizzazione di due nuovi solai. Entrambi i piani verranno ristrutturati. Con tutta probabilità, una volta ristrutturati i locali interni, altri servizi comunali potranno trovare posto all'interno dell'ex caserma di cavalleria. Una volta terminata la Fiera dell'Acsensione, un'altra consistente parte dell'ex caserma potrà tornare agli antichi fasti.