Che bello liberare i fagiani
LANDRIANO. Giovedi 18 marzo, noi alunni, della classe 2a I siamo andati al nuovo parco urbano del paese, assieme ai prof. Empilli e Piacentini. Questo parco è situato dietro il centro sportivo e delimitato dalla riva ovest del fiume Lambro meridionale, dove erano presenti degli arbusti di sambuco. Appena giunti al parco, ad aspettarci c'erano il fratello del prof. Piacentini, Gigi, e un altro cacciatore di nome Mario: si trovavano li per liberare dei fagiani (tre maschi e sette femmine) destinati al ripopolamento.
Prima di liberare i volatili, ci hanno raccontato che i fagiani provengono dal continente asiatico e che sono stati importati in Italia dai Romani nei tempi antichi. Mentre veniva liberato il primo fagiano, una femmina di colore bruno ocra, abbiano notato un bellissimo iris giallo, un fiore protetto di questa zona. Quando hanno liberato il maschio, abbiamo notato che era diverso dalla femmina, quindi tra i fagiani vi è dimorfismo sessuale; questo maschio era nero verdastro, con delle sfumature rossicce ai lati del capo, con dei cornini che servono per attirare le femmine.
Molti di noi lo accarezzavano e facevano fotografie, dopo sono state liberate delle femmine, più spaventate dei maschi. Il secondo maschio era uguale all'altro, però aveva una lunga coda marrone. Il terzo maschio era più scuro, il fratello del prof. ci ha spiegato che era un ombroso (un fagiano di razza mongola). Alla fine della liberazione non riuscivamo più a ritrovare le femmine, si erano mimetizzate tra l'erba e le stoppie e non si vedevano più!
Davide Angelini