«Fateci vedere il piano Alitalia»

MILANO. In un incontro tra il Presidente della Regione, Roberto Formigoni, le associazioni imprenditoriali e i sindacati, la Lombardia rilancia le proposte per lo sviluppo dell'hub di Malpensa e di tutto il sistema aeroportuale del Nord come base essenziale per il salvataggio di Alitalia.
E' stato redatto un documento che verrà inviato oltre che ai vertici di Alitalia, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai ministri interessati, nel quale vengono sottolineati i punti necessari per aiutare la compagnia di bandiera. Formigoni ha spiegato di attendere in tempi ragionevolmente brevi una risposta: «In caso contrario o in caso il salvataggio di Alitalia non si rivelasse possibile noi lavoreremo per dare vita a cordate e partnership per trovare soluzioni alternative, coinvolgendo le potenzialità del sistema economico ed imprenditoriale lombardo, con l' obiettivo di mantenere un servizio di trasporto aereo adeguato alle esigenze e alla accessibilità internazionale diretta del nostro territorio». Il presidente lombardo ha anche sottolineato la sua stima per Cimoli: «Chiediamo il piano industriale nel dettaglio perchè vogliamo dare il nostro parere. Diciamo solo che non abbiamo più tempo da perdere».
Nel documento i firmatari (Regione, Unioncamere, Confindustria lombarda, Api, Cna, Confartigianato, Claai, Confesercenti, Unione Commercio,Confcooperative, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Abi e Sea) hanno sottolineato l'esigenza di rendere Alitalia «rispondente ai bisogni del suo mercato di riferimento primario, collocato prevalentemente nell'Italia settentrionale, e che dunque il piano industriale di rilancio debba prevedere scelte strategiche ed operative coerenti». Le richieste sono quindi conseguenti al presupposto: aumentare il numero delle destinazioni intercontinentali servite dall'aeroporto di Malpensa, acquisire la disponibilità degli aeromobili di medio e lungo raggio, riequilibrare le basi operative del personale navigante a favore dell'area lombarda (nel 2001 il 91% del personale tecnico e l'83% di quello navigante in cabina avevano base a Roma, a fronte di un impiego su voli internazionali da Malpensa del 66% del personale navigante tecnico). E' quindi necessario, secondo la Regione, avviare il trasferimento nell'area lombarda del centro principale di armamento e di supporto logistico per la flotta navigante e accelerare il processo di partnership con uno dei principali raggruppamenti di vettori aerei che operano su scala intercontinentale, «senza rinunciare al ruolo che il sistema aeroportuale italiano merita».