Le città sante protestano contro Sadr

BAGHDAD. Sono arrabbiati gli abitanti di Kerbala e Najaf, le due città sante dell'Islam meta di pellegrinaggi di sciiti da tutto il mondo. Sono furiosi perché da quando Moqtada Sadr, il leader sciita radicale, super ricercato dagli Stati Uniti, si è rifugiato nel mausoleo dell'imam Ali a Najaf, ha intrappolato le due città in una morsa di violenza che nessuno vuole. Non vogliono neanche gli americani, ma la fine degli scontri viene prima di tutto. E cosi spesso fanno manifestazioni, nonostante la paura di essere attaccati, dall'esercito del Mahdi che oltre a combattere contro le truppe americane, tiene sotto controllo le città.
Duemila persone sono scese in piazza ieri nel giorno della preghiera per manifestare contro Sadr, che era impegnato a Kufa, un'ottantina di chilometri da Kerbala, a incitare una folla di 15 mila fedelissimi durante la predica del venerdi. «Continuate a combattere, anche se dovessero uccidermi», tuonava Sadr, mentre i cartelli dei manifestanti dicevano «Kerbala è una città pacifica, deponete le armi. No allo spargimento di sangue, si alla pace». Ma di pace non si può certo parlare, i combattimenti proseguono a discapito di quello che la gente veramente vuole. Ed è sicuro che non è Sadr, che non è amato neanche dai suoi colleghi leader sciiti più moderati, che da settimane lo invitano con diplomazia ad andarsene. Il corteo, guidato dagli sceicchi Said Ahmad al-Safi e Abdel Mahdi al-Karbalai, è partito dal mausoleo dell'imam Hussein scortato dalle milizie del Supremo Consiglio della rivoluzione islamica in Iraq di Abdel Aziz Hakim.
Nel frattempo gli americani attaccavano Kerbala, con elicotteri e carri armati, uccidendo 18 persone, tra cui l'autista della Tv araba Al Jazeera e due pellegrini iraniani. Poi le truppe della coalizione si sono ritirate. I combattimenti sono proseguiti poi a Kufa e Najaf, dove i guerriglieri di Sadr sono stati attaccati vicino alla residenza del governatore e al mercato, poco prima che la preghiera del venerdi per motivi di sicurezza fosse cancellata in tutte le moschee.