Alitalia, il fallimento si allontana

ROMA.Il decreto del governo sui requisiti di sistema per il trasporto aereo è pronto e per Alitalia sembra allontanarsi il fallimento. L'esecutivo ha trovato le risorse per salvare in extremis la compagnia, che entro il 20 aprile vuole raggiungere l'accordo con i sindacati sul piano industriale e andare al consiglio di amministrazione del 20 maggio con la certezza di contare sulle risorse necessarie ad abbassare le perdite e approvare il bilancio 2003, senza il timore di portare i libri in tribunale.
Pressato dall'Alitalia e dai sindacati, che subordinano un accordo sul piano industriale al decreto sui requisiti di sistema, e accusato nei giorni scorsi dal ministro del Welfare, Roberto Maroni «di non fare proprio nulla» per la compagnia, il governo ha elaborato un provvedimento per il settore che prevede azioni di sostegno al reddito per 2.000-2.500 dipendenti (fra cassa integrazione, mobilità breve e formazione), riduzione delle tasse per i diritti di sorvolo all'Enav (decollo, atterraggio e sorvolo) e delle accise sul carburante per 300-400 milioni di euro. Maroni ieri ha riconosciuto che «il ruolo del Governo non è quello di aspettare la lenta agonia dell'Alitalia» confermando che sulla compagnia «ci saranno delle novità positive già in settimana». Con questa mossa, si tranquillizza chi ha insinuato che il governo volesse solo perder tempo sino alle elezioni di giugno per poi liquidare Alitalia. Timore dei sindacati, che hanno di recente minacciato azioni di lotta durissime di fronte a progetti di questo tipo. Per il sottosegretario all'Economia Gianluigi Magri (Udc) «quello della best-bad company è un discorso possibile. Il fallimento invece è un'ipotesi vergognosa».
Il decreto sarà al centro della riunione di giovedi prossimo tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il vicepresidente Gianfranco Fini, il sottosegretario Gianni Letta e i ministri competenti Roberto Maroni per il Welfare, Giulio Tremonti per l'Economia (maggiore azionista della compagnia) e Pietro Lunardi per i Trasporti e quasi certamente sarà portato al prossimo consiglio dei ministri, forse a fine settimana, cosi che il 20 aprile azienda e sindacati possano raggiungere un accordo sul piano industriale. Piano volto al rilancio, al recupero di quote di mercato, alla flessibilità e alla maggiore produttività. L'azienda punterebbe anche alla ricollocazione di parte del personale in settori che vanno rafforzati. Nell'ottica espressa di recente dal management dell'azienda per cui ciascuno deve fare la propria parte, la rimodulazione del piano riguarderebbe anche i dirigenti, che si vedrebbero ridotti di 500mila euro in totale gli stipendi.
L'unica trattativa sul costo del lavoro che procede senza intoppi è quella con i piloti sui quali non inciderà la scure degli esuberi. La categoria discute con l'azienda di più produttività, senza variazioni di contratti. Più difficile la trattativa con gli assistenti di volo per i quali si torna a parlare della possibile riduzione da 4 a 3 in cabina e di più ore di lavoro. Per il personale di terra, il più a rischio, il confronto sarà aspro. (a.g.)