Il Papa: pace in Iraq, no al terrorismo
ROMA.L'umanità «trovi il coraggio di opporsi in modo solidale» al terrorismo, le istituzioni nazionali e internazionali cerchino «soluzioni soddisfacenti» ai «persistenti conflitti» in Africa, Iraq e Terrasanta. Ma soprattutto i «figli di Abramo riscoprano la fraternità che li accomuna e li spinge a propositi di cooperazione e di pace». Lo ha chiesto domenica il Papa nel messaggio Urbi et Orbi
Il messaggio rivolto dal Papa è molto equilibrato nei suoi aspetti politici, vista la delicatissima situazione soprattutto in Iraq. «L'umanità trovi in Dio - è stata la sua preghiera - il coraggio di opporsi in modo solidale ai tanti mali che l'affliggono. Trovi in particolare la forza di far fronte al disumano, e purtroppo dilagante, fenomeno del terrorismo, che nega la vita e rende torbida e insicura l'esistenza quotidiana di tanta gente laboriosa e pacifica». E, ha aggiunto papa Wojtyla, «l'opera delle istituzioni nazionali e internazionali affretti il superamento delle presenti difficoltà e favorisca il progresso verso un'organizzazione più ordinata e pacifica del mondo». Inoltre «trovi conferma e sostegno l'azione dei responsabili per una soluzione soddisfacente dei persistenti conflitti, che insanguinano alcune regioni dell'Africa, l'Iraq e la Terrasanta». Dopo questa analisi dei mali del mondo il Papa ha lanciato il suo appello ai «figli di Abramo»: «Riscoprano la fraternità che li accomuna e li spinge a propositi di cooperazione e di pace».(a.g.)