Dalla banca l'anticipo per la cassa

TORTONA. Buone notizie per i trenta lavoratori dell'Ingramatic, che sono senza stipendio in seguito ai noti problemi in cui si trova l'azienda metalmeccanica tortonese che produce viti per cinquemila aziende sparse in tutto il mondo. La Banca Cassa di Risparmio di Tortona, infatti, dovrebbe anticipare i soldi relativi al pagamento della cassa integrazione.
Il provvedimento dovrà essere deciso nei prossimi giorni dal curatore fallimentare dell'azienda di Tortona.
La decisione è stata presa l'altra sera, al termine di un incontro che si è svolto tra i vertici della banca, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e il sindaco di Tortona Giuseppe Bonavoglia, intervenuto sulla vicenda. I lavoratori dell'Ingramatic non ricevono lo stipendio mensile dallo scorso mese di febbraio. A marzo, l'azienda è andata in crisi per mancanza di liquidità: i possibili acquirenti (alcuni imprenditori statunitensi) si sono trovati in difficoltà ed hanno rinunciato. A quel punto al titolare dell'azienda non è rimasto altro che portare i libri in tribunale, a Milano, dove si trova la sede legale dell'azienda. Mentre le organizzazioni sindacali stavano cercando di avviare l'iter relativo alla cassa integrazione, è stato nominato il curatore fallimentare. A quel punto tutto è ripartito da capo, ed i tempi si sono allungati, con ovvie preoccupazioni da parte dei dipendenti rimasti senza paga.
Provvidenziale è stato dunque l'intervento della Cassa di Risparmio, che dovrebbe fornire un'importante boccata di ossigeno per i lavoratori. Intanto da Milano filtrano voci importanti sul futuro dell'Ingramatic, che potrebbe anche evitare il fallimento: il curatore, infatti, sembra intenzionato a contattare nuovamente gli imprenditori americani per verificare la possibilità di una ripresa delle trattative, allo scopo di cedere il pacchetto di maggioranza delle azioni dell'azienda. All'Ingramatic, infatti, non manca certamente il lavoro: le richieste di viti e manutenzione delle macchine sparse nel mondo sono notevoli, e solo gli ultimi eventi, infatti, hanno costretto il proprietario alla consegna dei libri in tribunale. Ha rilevato le quote dei soci per vendere il pacchetto di maggioranza dell'azienda ai possibili acquirenti, ma quando questi si sono defilati si è trovato senza liquidità per far fronte ai pagamenti.
Angelo Bottiroli