Schmid: «Cosi l'alleanza Pavia-Boston»
PAVIA. «Ecco come l'Università di Pavia diventa protagonista a New York e a Boston». Il rettore Roberto Schmid, di ritorno dalla visita di sette giorni (31 marzo-6 aprile) negli Stati Uniti con la delegazione guidata dal ministro Letizia Moratti, illustra i risultati della straordinaria missione, nel corso della quale ha firmato uno storico accordo di collaborazione con il laboratorio di Computer Science e Artificial Intelligence del famoso Mit (Massachusett's Institute of Technology) di Boston. Schmid, che partecipava in quanto vicepresidente della Conferenza dei rettori italiani, ha presentato Pavia ai top manager del mondo accademico, della ricerca, imprenditoriale e finanziario italo-americano riuniti a New York.
Obiettivi centrati.
«La missione - dice Schmid - aveva diversi obiettivi. Tutti sono stati centrati. Il primo: visitare i grandi centri di istruzione superiore e della ricerca scientifica dell'East Coast. Il secondo: presentare ai vari interlocutori dell'establishment americano, alla business community e alla comunità italiana di New York e Boston la nostra realtà, cioè i centri per la ricerca e l'istruzione superiore italiani, con Pavia in primissimo piano. Terzo: illustrare la realtà del nostro Paese e i progetti per il futuro, ricordando la sempre maggiore integrazione dell'Italia nello spazio europeo dell'altra formazione e della ricerca. Da rilevare la novità. Un tempo erano rapporti tra il colosso Stati Uniti e l'Italia, adesso è un'interlocuzione Usa-Italia, che è parte dello spazio europeo formazione e ricerca».
«Il quarto scopo della missione - continua il rettore dell'Università pavese - era la firma di accordi e intese per favorire la collaborazione scientifica con le Università italiane e lo scambio di studenti e docenti. E ancora: la delegazione italiana mirava a conoscere da vicino la realtà americana in termini di trasferimento tecnologico e di investimenti in ricerca e alta tecnologia, a incontrare investitori americani e sollecitare il loro interesse e la loro fiducia in un futuro 'high tech" anche in Italia. Infine, ci proponevamo di incontrare la comunità scientifica italiana in questa parte degli Usa per ricevere osservazioni e suggerimenti. Ebbene, tutti questi obiettivi sono stati pienamente raggiunti».
L'accordo con il MIT.
Schmid a Boston ha firmato una grande intesa quadro con Rodney Brooks, direttore del Csatl, il Labaratorio di Informatica e Intelligenza Artificiale del Massachusetts Institute of Technology, uno dei templi della ricerca e della didattica. Si tratta di una struttura di dimensioni colossali in cui operano 865 ricercatori, 450 'graduate students" (dottori di ricerca), cento 'undergraduates" (i nostri laureati di primo livello) e altri 230 tra 'research visitors" (ricercatori visitatori) e altri personale. La sede è in un palazzone modernissimo, progettato da uno dei maggiori architetti degli Stati Uniti.
I progetti delle protesi.
L'intesa firmata da Schmid -'Letter of intent for a scientific cooperation agreement" - riguarda le Università di Pavia e Genova. «Esprimiano - dice il protocollo sottoscritto da Schmid e Brooks - l'interesse a migliorare le collaborazioni esistenti e ad avviare nuovi progetti di ricerca congiunti in tre aree: insegnamento biologico e informatico; intelligenzia artificiale in medicina: biomeccatronica (cioè il settore delle protesi medicali) e robot umanoidi». La parte riguardante la biomeccatronica riguarda in particolare l'Università di Pavia, mentre quella dei robot coinvolge l'ateneo di Genova.
«La questione di apprendere dall'esperienza - dice ancora il protocollo d'intesa Boston-Pavia-Genova - è la chiave per produrre macchine intelligenti e comprendere l'intelligenza stessa. Si tratta di una delle questioni centrali per la scienza oggi, all'intersezione tra l'intelligenza artificiale e le neuroscienze. Ed è anche il cuore delle future tecnologie chiave. La ricerca e la didattica si concentrerà su due direzioni principali: la teoria didattica e le applicazioni ingegneristiche, come la diagnostica medica e la robotica, con possibile applicazioni anche nella visione computerizzata, nella bioinformatica e nelle interfacce uomo-macchina».
L'accordo conclude dicendo che «ora le proposte operative sulla base dell'intesa firmata consentiranno di firmare successivi accordi di coooperazione scientifica, che saranno sottoposti al MIT e alle Università di Pavia e di Genova, allo scopo di avviare specifici progetti di ricerca sotto gli auspici del ministero italiano dell'educazione, dell'Università e della ricerca».
Il ruolo della Moratti.
Il rettore Schmid sottolinea il ruolo «straordinario» avuto dal ministro Letizia Moratti durante la missione negli Stati Uniti. «In tutte le occasioni - dice Schmid - il ministro ha sostenuto la validità delle Università italiane affermando che i poli di eccellenza per la didattica e di ricerca delle Università italiane non hanno nulla da invidiare ai migliori centri di ricerca negli Stati Uniti e all'estero. Letizia Moratti ha fatto una grande difesa, ed efficace, della ricerca e della didattica italiana. Questo mi ha molto impressionato. Un'altra cosa che mi ha impressionato è la sua capacità di affrontare anche cinque o sei incontri in una giornata, in sedi diversi, su temi diversi, adattando continuamente il discorso alla caratteristica dell'interlocutore, e sempre con grande efficacia ed enorme precisione nel fornire dati e riferimenti».
«E questo - continua Schmid - si è verificato sia nei laboratori di ricerca ad Harvard e Boston, sia nella lezione che il ministro ha tenuto agli studenti della Business School della New York University, sia negli incontri con gli investitori a New York, dove Letizia Moratti è riuscita a convincere investitori di primaria importanza ad investire in alta tecnologia anche in Italia».
Sono state giornata intensissime. La delegazione italiana ha avuto proficui incontri all'Italian Academy della Columbia University di New York, dove ha potuto confrontarsi con ricercatori e studenti italiani presenti a New York. Poi ha avuto incontri alla Casa Italiana presso la New York University. dove erano convenuti investitori della East Coast. Tutte occasioni per mettere in mostra l'eccellenza delle Università italiane e di quella di Pavia in particolare. (s. c.)