Uova di cioccolato, prima regola: diffidare delle imitazioni
PAVIA. «Prima di acquistare le uova di Pasqua, controllate etichette e ingredienti». Il consiglio arriva da Gianni Ambrosini, responsabile Codacons di Pavia: «E' importante che i consumatori leggano attentamente cosa viene utilizzato per confezionare le uova pasquali. Ora, infatti, si possono usare anche ingredienti diversi e solo in minima parte cioccolato. E' giusto sapere quindi cosa si mangia con esattezza, prima di procedere all'acquisto. Anche perchè ci sono diversi prodotti in commercio di differente qualità». L'allarme arriva dal Codacons nazionale, che ha avviato nei giorni scorsi una campagna mirata.
Dunque, non comprare prodotti a occhi chiusi. «Sono in circolazione - avverte l'associazione di tutela dei consumatori - uova con surrogato di cioccolato, il finto cioccolato prodotto con grassi vegetali in aggiunta o al posto del burro di cacao, sostituito con materie grasse meno nobili come il burro di karitè, olio di palma o illipè, che sono ricchi di acidi grassi saturi, responsabili dell'aumento del colesterolo cattivo nel sangue. E sono una vera sconfitta per il palato». «Anche per le colombe - afferma il Codacons - le insidie non mancano, basti pensare agli ingredienti ogm. Qualche consiglio allora. Dopo aver controllato che la scatola sia ben chiusa e la marca, bisogna guardare agli ingredienti riportati sulla confezione che, per le uova, dovrebbero essere nell'ordine: cacao in polvere e burro di cacao, zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali». «Se contiene - sottolinea il Codacons - grassi di sostituzione, abbandonate l'uovo!». Per le colombe, gli ingredienti devono essere nell'ordine: farina, zucchero, uova, burro, canditi». «In particolare - dice il Codacons - le uova devono essere di categoria A (no all'albume in polvere); il burro, da preferire alla margarina, deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15%. Il latte è facoltativo. Se c'è, è preferibile che non sia scremato e va decisamente evitato quello in polvere». E i conservanti? «E' meglio che non ci siano». (g.s.)