Senza Titolo



BREVI

CHENEY A TOKYO
Proteste in Giappone
contro il governo

Il governo giapponese ha diramato un messaggio video in cui chiede il rilascio dei tre connazionali rapiti in Iraq. L'appello ha coinciso con un'ondata di proteste a Tokyo per la linea ferma del premier Junichiro Koizumi, contrario a ogni trattativa e al ritiro dei militari. Proprio ieri poi è arrivato in Giappone il vicepresidente americano Dick Cheney per una visita anch'essa duramente contestata dai pacifisti. Il gruppo Saraya al Mujaheddin (Brigate Mujaheddin), che ha rivendicato il sequestro di Noriaki Imai 18 anni), Nahoko Takato (34) e Soichiro Koriyama (32), ha dato tre giorni di tempo a Tokyo per ritirare i suoi 550 soldati dispiegati a Samawa, nel sud dell'Iraq, o uccideranno i tre. L'ultimatum scade oggi alle 14 ora italiana.

CHI LI CONTROLLA?
Usa: democratici
contro i Rambo

L'opposizione statunitense vuole che Donald Rumsfeld riferisca sul ruolo delle guardie di sicurezza a contratto in Iraq. In una lettera inviata al ministro della Difesa, i 13 senatori democratici più influenti del Congresso hanno espresso preoccupazione per la presenza nel Paese di «eserciti privati che operano fuori dal controllo dell'autorità di governo». La missiva, datata 8 aprile, segue il massacro di quattro guardie private americane - tutti ex membri delle forze speciali - a Falluja ed è firmata tra gli altri dal capogruppo democratico, Tom Daschle, da Hillary Clinton, da Ted Kennedy e da Carl Levin. «Se gli Stati Uniti autorizzassero la presenza di eserciti privati che operano al di fuori del controllo delle autorità di governo e che devono rispondere solo a chi li paga - si legge nella lettera - si verificherebbe un precedente pericoloso».