«Banche italiane all'oscuro»
MILANO.«Le banche italiane non sapevano». Maurizio Sella, presidente dell'Abi (l'associazione che raggruppa le banche italiane) non usa mezze parole per difendere l'operato degli istituti di credito nella vicenda Parmalat. Sella (che parla alla Commissione bicamerale di indagine sulla tutela del risparmio) mette le banche dalla parte dei danneggiati, non dice che gli istituti di credito rimborseranno i bond («ogni banca deciderà il suo comportamento»), ma spiega di essere disponibile ad aiutare gli obbligazionisti sul piano legale. La replica del presidente della Commissione Finanze, Pedrizzi (An), non si fa attendere: no a una difesa indiscriminata del sistema bancario. Sulla vicenda scende in campo il ministro Maroni (Lega): «Le banche si impegnino a chiudere questa pagina nera».
La difesa delle banche.«Anche noi abbiamo saputo ai primi di dicembre - dice Sella - anche se, già a marzo, c'era stata qualche voce. Poi le stesse voci erano state smentite da Standard and Poor's (cioè l'agenzia che assegna il rating). «Non abbiamo avuto nessun tipo di possibilità di capire - aggiunge il presidente dell'Abi - perchè Parmalat rappresenta una cosa che non si era mai vista. Una banca, poi, non può verificare se un bilancio è vero». I risparmiatori coinvolti, secondo l'Abi, sono fra gli 80 e i 100 mila mentre l'80% di bond Parmalat è stato emesso da banche straniere e solo il 20% da istituti italiani.
Aiutare i risparmiatori.L'Abi sollecita l'adozione di norme per aiutare gli obbligazionisti perchè possano essere ammessi al passivo. Al momento si tratta di una procedura complessa (e costosa) cui devono aderire tutti i creditori Parmalat per poter riavere parte dei loro soldi.
Fra i creditori ci sono anche le banche, esposte verso il gruppo di Tanzi per 3,1-3,8 miliardi di euro. «Le sofferenze cresceranno - dice Sella - anche a causa di comportamenti gravi e fraudolenti».
Il falso in bilancio.Sella spiega che «la nuova disciplina del falso in bilancio è meno rigorosa che in passato e quindi non scoraggia comportamenti devianti. Sarebbe opportuno inasprire le pene».
28 indagati.A Parma sono 28 le persone indagate, mentre gli inquirenti rivelano che «è sicuramente Tonna la migliore fonte, quello che dice è quasi tutto vero». Ieri pomeriggio è stato di nuovo interrogato Calisto Tanzi. A Milano è attesa per oggi l'iscrizione di alcuni banchieri sul registro degli indagati per aggiotaggio. Indagini a tutto campo anche dall'Agenzia delle entrate.
Una Nuova Parmalat.Il commissario Bondi sta pensando a una nuova società che potrebbe essere quotata in Piazza Affari al posto di Parmalat Finanziaria. Gli azionisti dovrebbero essere le banche e gli obbligazionisti (che dovrebberio convertire i loro crediti in azioni). Ai 28mila italiani azionisti Parmalat sarà invece forse offerto un 'diritto" per rientrare nel capitale della nuova società quotata.