Pappalardo a Sanremo: «Renis farà un festival rivoluzionario»

TOSCOLANO (TERNI). «Dopo il mio show dovranno cambiare il teatro»: Adriano Pappalardo, 'chioccia" del gruppo di 11 artisti di Sanremo che da venerdi sono al Cet di Mogol, annuncia un pezzo che definisce «la più bella isola che ho creato finora». Per lui il festival targato Renis è «il più rivoluzionario della storia» perchè è il primo a «dare spazio alla musica: per 20 anni «è stato un bluff».
Pappalardo, che si dice «fiero di far parte di un evento storico» e afferma: «Prima c'erano sempre gli stessi nomi, Albano, Reitano, la Oxa. Ora che è un Sanremo per i giovani dicono che mancano i divini. E chi sono i divini, Reitano e Albano? Nessuna canzone si è mai imposta negli ultimi 20 anni. E - aggiunge - questo è anche il primo anno che nessuno dice chi lo vincerà, perchè prima era un Sanremo molto pilotato». Pappalardo non risparmia le major del disco: «Se boicottano il festival, boicottano la musica, si danno la zappa sui piedi. Stanno aspettando il flop, ma hanno fatto 20 anni di flop».
Per Adriano è la prima volta a Sanremo, e confessa che il merito è tutto di Renis: «Sono stato bocciato due volte. Senza Tony non sarei qui. Il merito non è dell'Isola, ma della mia canzone. 'Nessun consiglio" è un inno, un incoraggiamento a tutti i giovani che mi hanno detto che li rappresento. Lasciamoli parlare, lasciamoli sfogare questi giovani! Dall'Isola ho preso una cosa: tutta la fame e la sofferenza la porterò sul palco e lo farò tremare, farò tutto quello che non ho fatto in trent'anni di carriera. Potevo fare l'ospite, ma volevo mettermi in gioco».