Binasco l'accoglie: «Al tuo fianco»

BINASCO. E' stato con Binasco il primo contatto del neo-vescovo Giovanni Giudici con la diocesi di Pavia, sabato alle 14,30. E' stracolma di fedeli la chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni Battista e Stefano protomartire quando il presule arriva da Milano, accompagnato dal vicario generale Adriano Migliavacca. Ad attenderlo sul piazzale, quattro unità mobili della Croce Bianca Milano.
Di essa è presidente generale onorario Giovanni Cucchiani, intimo amico di gioventù del vescovo Giudici. Cucchiani naturalmente è presente, e con lui il vicepresidente generale della Croce Bianca Sergio Cerioli e i presidenti della sezioni di Binasco e Landriano, Ugo Cazzani e Massimo Corradini, presenti ciascuna con due mezzi. I volontari sfoggiano le bellissime divise rosse e si sono raccolti festosamente sulla piazza. La presenza della Croce Bianca Milano è davvero di primissimo ordine, a dimostrazione del profondo legame che esiste tra l'associazione e l'ex-vicario generale dell'arcidiocesi ambrosiana: «Noi vogliamo bene al neo-vescovo - dicono - con il quale sentiamo un legame profondo».
Quando monsignor Giudici scende dall'auto, la banda musicale binaschina di Santa Cecilia, diretta da Enrico Dragoni, intona il suo repertorio musicale e il sindaco Giovanni Castoldi e il parroco don Gianni Brera si approssimano al vescovo per accoglierlo. Ci sono anche il vicesindaco Lucio Rognoni, il maresciallo dei carabinieri Duilio Boschi e quello dei vigili urbani Gian Pietro Tomasini. E naturalmente tantissimi altri. Applausi a scena aperta mentre il vescovo varca il portale della chiesa, ornato dal fregio bianco e rosso delle grandi occasioni. Il clima è di grande gioia ed emozione, con la gente affacciata alle finestre e moltissima gente in strada.
In chiesa la cerimonia dura non più di un quarto d'ora, ma è intensamente vissuta. Prende la parola per primo il parroco don Brera: «La nostra è una diocesi forse piccola, ma grande nella storia e nell'esperienza della fede. Eccellenza, qui le viene consegnata la fiaccola della fede da far risplendere nella terra pavese».
Cita papa Paolo VI e poi aggiunge: «Il compito di un vescovo nel nostro tempo è arduo. Stia certo che le saremo accanto, con la Beata Veronica, di cui conserviamo le spoglie mortali e che è profondamente venerata dai binaschini». Per finire una similitudine: come Abramo lasciò la terra natia verso la nuova destinazione indicata da Dio, cosi il vescovo Giudici lascia Milano per Pavia dopo quarant'anni.
A questo punto la parrocchia dona al vescovo un quadro della Beata Veronica, mentre il sindaco Castoldi offre una targa ricordo. Tocca ora al vescovo Giudici. Saluta don Davide, don Luigi, suor Enrica in particolare, ringrazia il parroco e poi dice dal pulpito: «Sono contento di cominciare da Binasco. Grazie per il dono del quadro, richiamo alla tradizione che fa bella la vita parrocchiale». Il vescovo ricorda la festa settembrina della Beata Veronica ed elogia la comunità parrocchile per «l'attivismo e l'entusiasmo». E ancora: «Non è facile condurre il gregge del signore nel nostro tempo. Combattiamo, cari fratelli, l'anonimato, il soggettivismo spirituale, che è la grave malattie di oggi. Affidiamoci al buon sapore del Vangelo. Appassioniamoci a questo stile di vita. Riuniamoci preparati alla messa. State certi: verrò ancora a trovarvi. E camminiamo insieme, aiutando in particolare chi soffre e ha bisogno di noi». (s. c.)