«Trovato il tesoro di Tanzi», ma è falso e partono nuove speculazioni in Borsa


MILANO. Un altro banchiere indagato, due funzionari di una società di revisione sotto inchiesta per concorso in aggiotaggio, la notizia (poi smentita) del ritrovamento del tesoro dei Tanzi. Le indagini della Consob e della magistratura del Lussemburgo. E la notizia che il capo dei centralisti della Parmalat era, a sua insaputa, anche presidente di una trentina di società del gruppo.
Il crac Parmalat riserva ogni giorno novità quasi incredibili.
Caccia al tesoro.L'avvocato Carlo Zauli di Forli, uno dei legali del Comitato Creditori Parmalat, diffonde la notizia che il tesoro dei Tanzi è stato ritrovato. «Un nostro gruppo di investigatori - dice - ha trovato le tracce. Si tratta di 7 miliardi di euro (quasi 14 mila miliardi di lire) convertiti in dollari e investiti in Usa dalla Bank of America». La notizia fa fare un salto, in Borsa, ai titoli bancari che in questi giorni erano stati penalizzati dal coinvolgimento nella vicenda. Passano pochi minuti e il presidente dello stesso 'Comitato Creditori" smentisce: «Non so nulla di un eventuale ritrovamento del tesoro». Altri minuti e arrivano smentite dalla stessa Parmalat Finanziaria e dalla Bank of America. Dunque il tesoro non c'è. Ma in Borsa le voci sul suo ritrovamento hanno fatto lievitare i titoli delle banche: Capitalia (che aveva aperto in perdita del 4%) guadagna il 3,26%, Intesa il 5,11%, Bnl il 2,39%, San Paolo l'1,53%. L'avvocato Deluca, legale di Parmalat, mette tutti sull'avviso: «Chi ha giocato, o peggio ancora speculato, sulla notizia del tesoro, ne dovrà pagare le conseguenze». E in effetti in serata arriva la decisione della Consob di indagare sull'andamento dei titoli. C'è il sospetto, fondato, che la notizia sia stata diffusa solo per speculare in Borsa. Un altro esposto è partito da un sindacato di risparmiatori.
Presidente al centralino.Angelo Ugonotti in Parmalat era il capo dei centralinisti. Poi, a sua insaputa, Calisto Tanzi e Fausto Tonna lo avevano nominato presidente di 25 società «create ad arte per distrarre ingenti quantità di denaro», dice la Finanza. L'uomo, che non ha mai ricevuto compensi per il ruolo rivestito, ha continuato ad acquistare azioni Parmalat fino al 20 dicembre scorso e adesso si dice danneggiato. Inoltre, pur essendo presidente di una società che si occupava di turismo, si era regolarmente pagato un viaggio alle Maldive in un villaggio appartenente alla 'sua" società.
Nuovi indagati.A Milano vengono indagati Giuseppe Rovelli e Adolfo Mamoli, revisori dei conti della Deloitte & Touche, che avevano certificato i bilanci Parmalat del 2001 e 2002. Con loro finisce sul registro degli indagati (ormai sono 25) anche il nome di Luca Sala, ex funzionario di Bank of America e, di recente, passato a fare il manager nell'impresa di Collecchio.
Lussemburgo.Nel Granducato ci sono alcune società estere del gruppo e adesso la magistratura di quel Paese ha aperto un'inchiesta. «Sospettiamo - dice il vice-procuratore Boulot - che ci sia stato un riciclaggio di fondi provenienti da fatti delittuosi nel quadro di un'associazione di malfattori o di un'organizzazione criminale».
Vertice in procura.Il Pm di Milano, Francesco Greco, è andato nel pomeriggio a Parma. L'incontro fra investigatori è servito a chiarire i rapporti fra Parmalat e le banche. In mattinata Greco aveva incontrato l'ex finanziere Sergio Cusani (al centro del famoso processo dopo il crack Ferruzzi). C'è chi ipotizza che Cusani, che ora fa il consulente finanziario per la Fiom e per alcune associazioni no-profit, avrebbe dato una mano a Greco nella lettura di alcune operazioni al centro dell'inchiesta.
Nuovo indirizzo.All'indirizzo - procuramilano.parmalat@giustizia.it - gli investitori potranno trovare chiarimenti su come comportarsi di fronte al dissesto Parmalat e su come presentare correttamente le denunce.

Gigi Furini