De Scalzi: «Siamo parenti di dialetto per questo vi canto in genovese»
MENCONICO. Il gioco del 'come dite voi in Alto Oltrepo, noi a Genova diciamo..." scattato tra Vittorio De Scalzi e il sindaco di Menconico è durato poco, ma è stato efficacissimo per dimostrare i legami tra i due dialetti. Poi l'ex New Trolls, presentato dal cantautore Oliviero Malspina, ha preso la chitarra e, a suon di note, ha chiarito ancor più le parentele di fronte alla sala talmente zeppa dell'Agriturismo «Via del Campo» da lasciare moltissimi in piedi e tanti fuori. De Scalzi ha regalato al pubblico alcune canzoni dell'album «Creuza de Mà» di De Andrè: «Il mio primo lavoro con Fabrizio data 1968 - ha raccontato - e da sempre faccio 'Creuza" nei miei concerti perchè la trovo bellissima».
«Credo - ha detto - che il genovese sia abbastanza parente del dialetto che c'è qua. Io lo uso nelle mie canzoni da più di 35 anni perchè l'ho nel cuore e poi perchè mi facilita creaando un suono che ritengo molto melodioso». E la dimostrazione la si è avuta poco dopo, quando ha presentato alcuni brani del suo nuovo album ancora in lavorazione, tutti in genovese: «Gente de Liguria», «Vinçenzo» e «Vento».
A collegare canzoni e cultura delle 4 province, oltre ad alcuni cori montani, è stato l'intervento di Giuseppe Polimeni, studioso di Storia della lingua italiana: «Se osserviamo su una cartina questo corno messo a testa in giù, che è l'Oltrepo, sembra proprio guardare il mare. Del resto, da sempre l'Oltrepo è stato terra di passaggio tra Milano e la Liguria. Qui c'era la Via del Sale, la strada del contrabbando che, stando a quanto raccontano le leggende, aveva come prima tappa proprio Menconico. Della lingua ligure è rimasto molto nella toponomastica: i nomi dei paesi in 'asco" sono tutti di derivazione ligure, per non dire del ligure 'carrugio" che qui a Menconico diventa addirittura frazione con il nome di 'Carrubeo". Tutto ciò a dimostrazione che un po' anche noi abbiamo preso da questa lingua che sa di mare». (l.l.)