Una stella a Ivan Musoni

SALICE TERME. Per la seconda volta la prestigiosa Guida rossa Michelin premia con una stella un ristorante dell'Oltrepo. E, forse per la prima volta, a essere premiato è il ristorante di un celebre figlio d'arte, Ivan Musoni, che sei anni fa ha aperto la sua «Cà Vegia», proprio davanti alle terme di Salice. Il successo di Ivan corona quello già ottenuto anni fa dal padre Mario Musoni, anima del «Pino» di Montescano. L'altro record di Ivan Musoni è la sua giovanissima età: a 30 anni fa ben sperare la prima stella.
«E' la prima volta per Salice e per noi - spiega Ivan Musoni -. E' una grande soddisfazione per il lavoro fatto. Abbiamo sempre puntato sulla qualità, cercando sempre di mantenere alto il nome di questa località che credo abbia bisogno un ambasciatore in giro per il mondo».
Cresciuto nella cucina del Pino, Ivan ha preso il meglio della bottega del padre e l'ha portata in valle Staffora.
Prima di arrivare a Salice e aprire un locale che offre quasi esclusivamente pesce freschissimo che arriva dal mare ligure, ha fatto la gavetta. Ha studiato alla scuola alberghiera di Stresa, poi (sempre grazie alle amicizie del padre, ammette Ivan) ha conosciuto le migliori cucine d'Italia e d'Europa, acquisendo trucchi e tecniche.
«Noi non facciamo una ristorazione tradizionale - spiega Ivan - facciamo molto pesce, soprattutto nella stagione estiva. Arriva dal mercato di Genova. Nei mesi più freddi ci dedichiamo un po' di più ai prodotti tipici, ai funghi, ai tartufi. Anche se dobbiamo tagliare un salame, deve essere sempre un grande salame. La nostra linea è quella dei prodotti importanti. Perché c'è una bella differenza tra un salame industriale e un buon salame nel quale si ritrovano i profumi di una volta».
La stella Michelin alla Cà Vegia è anche il riconoscimento a un ristoratore che ha voluto osare. «Fare pesce in Oltrepo è stata innanzitutto una sfida con noi stessi. E il pesce come materia prima per me è una sfida per creare piatti originali e importanti».
Ivan è consapevole che adesso - ottenuta la stella - deve cercare di mantenerla e magari andare ancora avanti. In Italia quest'anno ci sono state 25 nuove stelle Michelin e 22 ristoranti sono stati retrocessi.
«Adesso dobbiamo pensare ad andare avanti su questa linea - spiega il ristoratore -. E' bello ottenere certi giudizi, ma bisogna dimostrare di esserseli meritati. Il nostro compito è quello di continuare ad essere all'altezza con i nostri clienti che hanno creduto in noi. Perché per noi il punto di riferimento resta sempre il cliente». (c.e.g.)