Alitalia, primo passo verso la privatizzazione


MILANO. Il governo ha approvato il decreto di privatizzazione di Alitalia. Il ministero del Tesoro, che ha la maggioranza assoluta delle azioni, potrà scendere sotto il 51% della compagnia aerea. Si tratta del primo passo per arrivare a un'integrazione con Air France e la compagnia olandese Klm. Il decreto era atteso anche se nei giorni scorsi il ministro Maroni aveva un po' frenato, contestando il piano messo a punto da Alitalia per la riduzione degli organici. Anche ieri non sono mancate le polemiche.
Il presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi, ha detto che le azioni ora in mano al Tesoro potranno essere finalizzate a uno scambio azionario per arrivare a consolidare l'alleanza con Air France e Klm. «Per una vera e propria integrazione societaria - ha detto - è necessario anche uno scambio di azioni. Invece la messa sul mercato di parte della quota è tutt'altro che definita». Soddisfatto l'a.d. Francesco Mengozzi: «E' un passo decisivo per uscire dalla crisi del settore. Ora tocca alla società rispondere con coraggio e rigore per far si che questa operazione diventi un successo». «Prima di fare accordi con altri partner era necessario privatizzare» ha spiegato il ministro dei Trasporti, Lunardi. Critiche al governo vengono dall'ex ministro Visco (Ds): «Doveva agire prima perché Alitalia non può reggere senza un'alleanza robusta. Era partita per prima con Air France e invece è stata anticipata da Klm. Ora è stata quasi esclusa. Per questo deve rincorrere e la cosa si fa nel peggiore dei modi. Il governo ha dimostrato il suo provincialismo. Speriamo che tutto si risolva, altrimenti il rischio è proprio il fallimento». Il decreto dovrà ora passare all'esame del Parlamento. Il titolo Alitalia, in Borsa, è volato a 0,282 euro, in rialzo del 7,70%.
Parmalat.Le azioni Parmalat risalgono del 7,3% (a 2,41 euro) dopo due giorni nerissimi. La società l'altro ieri aveva comunicato di voler uscire dal fondo Epicurum, basato sulle isole Cayman. Proprio la notizia di un investimento di 500 milioni di euro in quel fondo aveva allarmato gli analisti e fatto precipitare le azioni. Standard&Poor's, comunque, ha affermato che sui rating di Parmalat restano «implicazioni negative». Oggi la società alimentare che fa capo alla famiglia Tanzi presenterà i conti dell'ultimo trimestre e subirà un nuovo esame trasparnza da parte della comunità finanziaria.
I legami Agnelli-Fiat.Scalpore per un'intervista di Umberto Agnelli a un giornale francese. Agnelli sostiene che «non sono immutabili» i rapporti fra la sua famiglia e la Fiat, e non esclude una diluizione degli interessi familiari nel capitale. «Noi - ha detto - restiamo i principali azionisti di Fiat attraverso Ifil, ma Fiat allo stato attuale non rappresenta che il 30% del valore del portafoglio di IFil».
Enel a gonfie vele.Nei primi 9 mesi dell'anno Enel ha fatto registrare un utile netto in progresso del 28,6% rispetto allo stesso periodo del 2002. In aumento anche il margine operativo e il risultato operativo lordo (+83,2%). «Siamo soddisfatti - dice l'a.d. Scaroni - per un 2003 positivo».

Gigi Furini