Schwarzy realizza il sogno americano


NEW YORK. E dopo la vittoria di martedi adesso è il momento per Arnold Schwarzenegger di assumere le redini della California e trasformare in realtà le sue promesse elettorali. Per la verità di promesse ne ha fatte poche, altro che generiche dichiarazioni di rimettere in sesto l'economia californiana senza aumentare le tasse ai contribuenti.
La sua campagna elettorale è stata essenzialmente un insieme di slogan che puntavano il dito contro il governatore Gray Davis e lo individuavano come il solo responsabile della crisi che si è abbattuta sul più popoloso degli stati Usa.
Ma il generico messaggio politico del muscoloso divo di Hollywood è stato sufficiente fra gli elettori per fargli vincere con grande facilità la poltrona di governatore. Arnold ha ottenuto il 48,2 per cento dei voti, più di tre milioni e mezzo di elettori hanno espresso fiducia in lui, senza alcuna esperienza in politica, e non in Davis che in politica c'è da trent'anni.
L'ex governatore è stato messo alla porta senza pietà. Il 54,9 per cento degli elettori infatti aveva detto si alla revoca del governatore in carica. Era questa infatti la prima domanda che appariva martedi sulle schede: un referendum con cui stabilire se l'elettorato voleva rovesciare l'esito delle elezioni dello scorso anno e rimuovere Davis dall'incarico. Dopo avere votato si o no al referendum, i californiani si erano trovati davanti ad una parte della scheda assai più complessa: un lungo, lunghissimo elenco di candidati a governatore. Per la precisione i nomi erano 135 compreso quello improbabile di una pornostar di serie B e un attore nero handicappato. Ma di fatto la scelta era fra una manciata di nomi: Arnold, il vice di Davis che si chiama Cruz Bustamante e un terzo di nome McClintock. Questi due hanno ottenuto risultati apprezzabili ma non sufficienti per scalzare la popolarita del muscoloso Terminator. Bustamante può vantarsi di avere preso il 32,1 per cento, mentre McClintock ha dovuto accontentarsi di un dignitoso 13,3 per cento. E l'attricetta porno è stata contenta di avere avuto alle sue calcagne per giorni un esercito di giornalisti che seguivano i suoi tacchi a spillo e le sue vertiginose minigonne.
Schwarzenegger, quando a Los Angeles erano le 21 di martedi e in Italia le 6 di mercoledi, ha salutato raggiante una folla di sostenitori dichiarando ufficialmente la sua vittoria. Ma non essendo nato negli States, la Costituzione gli blocca una eventuale corsa per la Casa Bianca. «So che devo ringraziare te per molti dei voti che ho ricevuto», ha detto Arnold rivolgendosi a sua moglie Maria Schriver.
Essere sposato ad una Kennedy infatti non ha certo danneggiato le sue ambizioni di governatore. Lei è una nota giornalista televisiva, è nipote dell'ex presidente John F. Kennedy, ed è cattolica. Essere sposato ad una kennedy è servito al repubblicano Schwarzenegger (che non ha ancora deciso se dire addio a Hollywood) per ribadire le sue posizioni moderate, vicine a quelle dei democratici. Lui infatti per quanto riguarda l'aborto è a favore della libera scelta delle donne, appoggia i diritti civili dei gay e si esprime a sostegno di posizioni ambientaliste.

dal corrispondente Andrea Visconti